“Le attrici scadono invecchiando?”: Geppi Cucciari gela il giornalista e smonta gli stereotipi sulle donne

Perché non l’hai fatta agli uomini questa domanda?.

Geppi Cucciari risponde a un giornalista che le chiede se le attrici abbiano una sorta di data di scadenza. E con la sua ironia mette in discussione un doppio standard che nel mondo dello spettacolo continua a pesare soprattutto sulle donne.

Il botta e risposta è avvenuto durante la conferenza stampa di Zustissia, il film di Francesco Piras dedicato alla vicenda giudiziaria di Beniamino Zuncheddu, il pastore sardo assolto dopo circa 33 anni di carcere. A scatenarlo è stata una domanda rivolta all’attrice: «Ma le attrici possono scadere invecchiando?».

«Perché non l’hai fatta agli uomini questa domanda?»

Cucciari non ha nascosto il proprio stupore. Dopo aver ricordato che invecchiare è un privilegio, ha ribaltato la questione chiedendo al giornalista perché non avesse rivolto la stessa domanda agli attori uomini.

Quando quest’ultimo ha provato a giustificarsi spiegando che sono le donne a subire ancora questo stereotipo, l’attrice lo ha corretto:

Non sono le donne, sono gli uomini che parlano delle donne in questo senso.

Una risposta che sposta l’attenzione da chi subisce il pregiudizio a chi contribuisce ad alimentarlo, anche attraverso il linguaggio. Cucciari ha poi alleggerito il confronto con la sua consueta ironia, scherzando sulla speranza di conservarsi bene ancora per una ventina d’anni, magari grazie ai lattobacilli, e continuare a recitare.

Archiviati i ruoli da adolescente e giovane madre, ha osservato, restano quelli da madre più matura, zia, nonna o collega. Perché invecchiare non significa smettere di avere storie da raccontare, ma semplicemente interpretarne di diverse.

«A volte uno può anche scegliere di tacere»

La risposta più tagliente è arrivata alla fine, quando l’attrice ha lasciato intendere che avrebbe avuto molto altro da dire, ma di preferire non farlo in quella sede.

«Non è che mi lasci senza parole, ma le uniche parole che mi vengono in mente mi scoccerebbe dirtele e non posso farlo in un luogo come il cinema. Quindi a volte si può anche scegliere di tacere».

Una chiusura che dice molto sul peso di certi stereotipi ancora radicati nel mondo dello spettacolo, dove la maturità maschile viene spesso associata al fascino e all’autorevolezza, mentre quella femminile continua a essere trattata come un possibile ostacolo alla carriera.

Il punto, però, non è quanto a lungo un’attrice riesca a sembrare giovane, ma perché debba ancora rispondere a domande che difficilmente verrebbero poste a un uomo.

 

Leggi tutto