Dalla sinergia tra l’organizzazione ambientalista Re:wild, co-fondata dall’attore Leonardo DiCaprio, e il Bezos Earth Fund, l’ente istituito dall’imprenditore Jeff Bezos e da Lauren Sánchez Bezos, ha preso vita il Phoenix Species Project. Si tratta dell’operazione di sostegno finanziario privato più consistente mai destinata in modo esclusivo alla salvaguardia degli organismi viventi a un passo dal declino definitivo.
Il programma mobilita complessivamente 200 milioni di dollari – pari a circa 173 milioni di euro – con l’obiettivo prioritario di interrompere la scomparsa di cento specie minacciate distribuite all’interno di trenta Paesi. L’impegno economico vede la suddivisione della cifra iniziale in parti uguali: 100 milioni di dollari giungono dal Bezos Earth Fund, mentre i restanti 100 milioni vengono stanziati da Re:wild grazie al contributo di Leonardo DiCaprio, della fondazione Age of Union e della Todd Graves Family Foundation.
Una pianificazione continuativa e globale contro la crisi climatica
La vera svolta strategica promossa dal Phoenix Species Project risiede nel superamento della classica erogazione di fondi a termine, introducendo un sostegno economico continuativo necessario per programmare azioni di tutela sul lungo periodo. La gestione degli interventi vedrà la cooperazione coordinata di oltre cento partner internazionali e locali, coinvolgendo direttamente ricercatori e comunità indigene.
I campi di azione spazieranno dai programmi di riproduzione in cattività al ripristino degli habitat, fino al controllo delle piaghe biologiche, alla gestione delle patologie e alla reintroduzione in natura. La copertura geografica e biologica tutelerà mammiferi, anfibi, rettili, uccelli, pesci, invertebrati e specie vegetali insediati in ecosistemi eterogenei che vanno dalle foreste tropicali agli oceani, fino alle distese vulcaniche.
Le specie prioritarie e la visione dei promotori del progetto
Nato dalle prime consultazioni avviate nel 2021 tra Leonardo DiCaprio, il biologo Wes Sechrest, Jeff Bezos e Lauren Sánchez Bezos, il piano proteggerà animali rarissimi. Tra i principali figurano il sifaka dalla corona dorata in Madagascar – tutelato dall’Association Fanamby guidata da Tiana Andriamanana –, la salamandra verde di Hickory Nut Gorge, il maiale verrucoso delle Visayas, il pangolino malese, l’iguana rosa delle Galápagos, la tartaruga pancake della Tanzania, il topo di Cozumel, il rospo arlecchino notte stellata e l’echidna dal becco lungo di Attenborough.
Un’iniziativa molto importante che offre uno strumento operativo concreto per invertire la rotta dato il rapido calo della biodiversità mondiale che si sta registrando con la lista rossa redatta dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura che registra oltre 49.000 realtà viventi a rischio.
Fonte: Bezos Earth Fund / IUCN