Mezzo milione di alberi nei prossimi tre anni. È questa la risposta che l’Inghilterra ha deciso di mettere in campo contro gli effetti sempre più evidenti della crisi climatica. Non soltanto per rendere più verdi città e campagne, ma soprattutto per contrastare le ondate di calore, limitare i danni delle alluvioni e proteggere i territori dalla siccità.
Il governo britannico ha annunciato un piano da 79 milioni di sterline, pari a circa 94 milioni di euro, destinato alla piantumazione di nuovi alberi e al recupero di ecosistemi naturali fondamentali per l’equilibrio ambientale. A presentarlo, lo scorso 30 settembre, è stata la ministra dell’Ambiente Angela Eagle, durante la conferenza del Partito Laburista a Liverpool.
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L’obiettivo è partire da una consapevolezza ormai difficile da ignorare: la natura non è soltanto qualcosa da proteggere, ma può diventare una delle nostre più efficaci alleate per affrontare le conseguenze del riscaldamento globale.
Mezzo milione di alberi per proteggere città e comunità
Dei 79 milioni di sterline stanziati, 53 milioni saranno destinati alla piantumazione di 500mila alberi in città, paesi, parchi e aree rurali. Gli altri 26 milioni finanzieranno strategie locali per il ripristino degli ambienti naturali, con particolare attenzione ai territori più esposti agli eventi meteorologici estremi.
Un ruolo centrale sarà affidato ad amministrazioni comunali, sindaci, associazioni ambientaliste e realtà territoriali, chiamati a individuare gli interventi più adatti alle esigenze delle rispettive comunità.
La scelta di coinvolgere direttamente i territori non è casuale. Sono proprio le comunità locali a conoscere meglio le aree maggiormente esposte al rischio di allagamenti, le strade che diventano roventi durante l’estate e gli spazi naturali che hanno bisogno di essere recuperati.
Il piano, quindi, non si limiterà a piantare alberi, ma punterà a ricostruire una rete di infrastrutture verdi capace di rendere l’Inghilterra più preparata agli effetti del cambiamento climatico.
Non solo alberi
Il governo intende finanziare anche il ripristino di zone umide, sponde fluviali, prati e altri habitat naturali, capaci di trattenere l’acqua nei periodi di pioggia abbondante e di contribuire a mitigare gli effetti della siccità.
Una scelta particolarmente significativa per un Paese che, nell’ultimo secolo, ha perso oltre il 90% delle proprie zone umide. Questi ecosistemi, di fatto, svolgono una funzione essenziale: assorbono e immagazzinano acqua, rallentano le piene, sostengono la biodiversità e contribuiscono a mantenere più equilibrato il ciclo idrologico.
Un approccio che capovolge una concezione consolidata della gestione del territorio: non sempre la soluzione è costruire nuove barriere, talvolta è permettere alla natura di tornare a svolgere le proprie funzioni.
La siccità dell’estate 2026 ha mostrato perché intervenire è urgente
A spingere il governo britannico verso questa iniziativa sono state anche le conseguenze della siccità che ha colpito l’Inghilterra durante l’estate del 2026.
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Nel suo intervento a Liverpool, Angela Eagle ha ricordato come le aree in cui gli ecosistemi naturali sono stati preservati abbiano mostrato una maggiore capacità di trattenere l’acqua, mentre le strade alberate hanno beneficiato di temperature inferiori rispetto alle zone prive di vegetazione. E quando sono arrivate le piogge, gli stessi alberi hanno contribuito a ridurre il rischio di allagamenti.
Il messaggio è chiaro: proteggere la natura significa anche proteggere le persone, le abitazioni, le attività economiche e le risorse idriche.
In ogni caso, le associazioni ambientaliste sono pronte a chiedere che questo stanziamento rappresenti soltanto il primo passo di una strategia più ampia, con finanziamenti duraturi e un maggiore coinvolgimento delle imprese che beneficiano della protezione offerta dagli ecosistemi.
Il piano britannico arriva in un momento in cui le politiche di tutela ambientale del Paese continuano a mostrare alcune contraddizioni. Lo dimostra quanto accaduto al Sustainable Farming Incentive, il programma di incentivi destinato agli agricoltori che si impegnano nella conservazione degli habitat, nella tutela del suolo e nella piantumazione di alberi. A settembre, i 253 milioni di sterline disponibili sono stati esauriti nel giro di appena sei ore dall’apertura delle domande, lasciando molti agricoltori senza finanziamenti.
Un episodio che dimostra quanto sia elevata la richiesta di sostegno economico per la transizione ecologica delle campagne e quanto sia necessario accompagnare gli annunci con risorse adeguate e continuità amministrativa.
Fonti: Governo britannico / The Guardian