Lo spettacolare sbarco di una colonia di pinguini papua in questa isola della Terra del fuoco continua a sorprendere

Arrivano dal Canale di Beagle e, nel giro di pochi istanti, la riva di Isla Martillo si riempie di pinguini. Sono pinguini papua (Pygoscelis papua), riconoscibili quasi senza bisogno di manuale: becco rosso-arancio, zampe dello stesso colore e quella vistosa fascia bianca che passa sopra la testa collegando gli occhi. La scena sembra preparata apposta per una cartolina dalla fine del mondo. Qui, però, è vita quotidiana.

Isla Martillo si trova nel settore argentino del Canale di Beagle, nella Terra del Fuoco, circa 90 chilometri da Ushuaia. Sull’isola convivono pinguini di Magellano e una colonia molto più piccola di papua. Durante la stagione riproduttiva, tra primavera ed estate australe, è uno dei luoghi più conosciuti della zona per osservare questi animali. L’ente turistico di Ushuaia la indica infatti come la “pingüinera” della Terra del Fuoco.

I pinguini papua di Isla Martillo hanno una particolarità

I loro vicini di Magellano trascorrono parte dell’anno lontano dall’isola. I papua hanno abitudini molto più stanziali. Uno studio pubblicato sul Wilson Journal of Ornithology, basato su fotografie scattate per un anno intero da una fototrappola, ha mostrato che gli adulti continuano a frequentare la colonia anche fuori dal periodo riproduttivo e compiono abitualmente uscite giornaliere in mare.

Quelle comparse collettive sulla spiaggia possono quindi essere il rientro dalla dispensa. Un’altra ricerca condotta proprio a Martillo, con piccoli dispositivi GPS applicati agli animali, ha osservato che i papua studiati effettuavano viaggi di alimentazione mediamente più brevi di quelli dei pinguini di Magellano: circa 10 ore e 20 chilometri, concentrandosi nelle acque vicine alla colonia e generalmente profonde meno di 80 metri.

Il papua è il terzo pinguino più grande esistente e vive soprattutto tra Penisola Antartica e isole subantartiche. La piccola comunità di Martillo è arrivata parecchio più a nord rispetto al grosso della specie. Ed è una comunità decisamente particolare: gli studi la indicano come l’unico sito riproduttivo noto del pinguino papua nel Sud America continentale, escluse quindi le isole Falkland/Malvine. La colonia viene seguita dagli scienziati fin dagli anni Novanta.

Da poche coppie a 61 nidi

All’inizio era minuscola. Nel 2006-2007 erano stati registrati al massimo 12 nidi. Da allora Isla Martillo è diventata una specie di laboratorio naturale per capire come una colonia collocata ai margini settentrionali dell’areale possa crescere e adattarsi.

I dati più recenti arrivano da uno studio pubblicato su PLOS One. Una fotocamera automatica ha seguito la colonia tra il 2013 e il 2024, permettendo ai ricercatori di contarne nidi e pulcini senza dover entrare continuamente nell’area. Tra il 2013 e il 2023 il numero dei nidi visibili è cresciuto in media del 12,2% l’anno; nel 2023 ne sono stati contati 61, insieme a 58 pulcini sopravvissuti fino alla fase osservata dagli studiosi. Il numero massimo di nidi fotografati è stato utilizzato come stima delle coppie riproduttive.

Sessantuno nidi restano ben poca cosa accanto alle enormi colonie subantartiche. Per Isla Martillo, però, raccontano una presenza che in trent’anni è passata dall’essere quasi una curiosità zoologica a una piccola popolazione stabile e in crescita.

Il problema arriva quando per un pinguino fa troppo caldo

L’ultimo studio sulla colonia ha fatto emergere anche qualcosa di meno fotogenico. I pulcini di papua sopportano male le giornate eccezionalmente calde. A partire da circa 18 °C gli scienziati hanno osservato più comportamenti legati alla termoregolazione, come respirare a becco aperto; sopra i 20 °C molti piccoli si spostavano verso la spiaggia o sotto i cespugli cercando zone più fresche.

Nel gennaio 2015, durante un episodio in cui le temperature registrate hanno raggiunto i 24 °C, morì circa il 20% dei pulcini presenti: cinque furono osservati morire nell’arco di appena 45 minuti. È un singolo evento, dunque non una soglia universale oltre la quale ogni pinguino muore. Mostra però quanto possa diventare stretto il margine per animali costruiti per tutt’altro clima.

I papua di Martillo sembrano aver già spostato il proprio calendario. Tra il 2013 e il 2023 la fase in cui i giovani terminano il periodo a terra si è anticipata di circa 23 giorni, con un avanzamento medio di due giorni l’anno. Secondo gli autori, uscire prima dalla colonia ha permesso ai piccoli di evitare fino a 27 ore di esposizione a temperature superiori ai 20 °C. È una risposta interessante, accompagnata da una cautela piuttosto concreta: se le giornate molto calde diventeranno più frequenti, anticipare la stagione potrebbe non bastare.

Così la fila di pinguini che torna sulla spiaggia di Isla Martillo racconta qualcosa in più di una scena spettacolare. Nel 2023 la colonia aveva raggiunto 61 nidi e, nello stesso decennio, i suoi giovani avevano anticipato di quasi un mese il momento in cui lasciavano la terraferma. La riva è rimasta lì. Il loro calendario si è già mosso.

Leggi tutto