Una camminata infinita lungo la spina dorsale del Paese per dimostrare la forza dello spirito umano di fronte alla natura e alla malattia. Il 18 maggio 2025 l’ex atleta Luca Terenziani, 43enne originario di Feltre e residente a Rovereto, ha intrapreso un’avventura destinata a rimanere nella storia dell’escursionismo.
Partito da Muggia, in Friuli-Venezia Giulia, l’escursionista ha attraversato l’intero territorio nazionale percorrendo il tracciato del Sentiero Italia Cai. Dopo ben 470 giorni di cammino in solitaria senza mai fare ritorno a casa, alle ore 12 del 30 agosto 2026 ha raggiunto il traguardo finale a Santa Teresa di Gallura, in Sardegna. Il bilancio del viaggio segna cifre straordinarie: 8000 chilometri percorsi e circa 300mila metri di dislivello superati.
11 paia di scarpe da trekking e 3 zaini cambiati
Nel corso dell’itinerario, l’equipaggiamento dell’escursionista è stato messo a dura prova, costringendolo a sostituire ben 11 paia di scarpe da trekking, 3 zaini e diversi elementi della propria tenda. Terenziani ha affrontato condizioni meteorologiche estreme, passando dalle bufere di neve e raffiche di vento a 100 chilometri orari fino alle temperature torride da 40 gradi, oltre a piogge e grandinate. Al termine dell’impresa, il camminatore ha tracciato un primo bilancio dell’esperienza affermando:
Grazie a tutte le persone che ho incontrato: mi avete riempito il cuore e l’anima. Avrò il portafoglio più vuoto ma sono enormemente più ricco.
Le tappe del viaggio e l’incontro ravvicinato nei boschi
Il viaggio di Terenziani ha toccato vette, vallate e tratti insulari dell’Italia. L’escursionista è rimasto colpito dalla selvaggia bellezza del Friuli e dalle montagne della Val d’Aosta, scoprendo per la prima volta i panorami degli Appennini. L’itinerario ha visto anche deviazioni suggestive verso le isole Eolie e le Egadi, prima dello sbarco in Sardegna. Tra i momenti impressi nella memoria, emerge un contatto ravvicinato con la fauna selvatica avutosi in un tratto di confine con l’Austria, dove ha incrociato lo sguardo di un orso rimasto a fissarlo per qualche istante prima di sparire nel bosco.
Nel corso della risalita e della discesa lungo la penisola, l’aspetto umano si è rivelato fondamentale. Dalle regioni del centro-sud in poi, Terenziani ha ricevuto un’accoglienza calorosa da parte delle comunità locali. Tra i contatti più significativi spicca l’incontro con Angelo Catalano, gestore in Sicilia di un centro di accoglienza e recupero per ex carcerati che offre ospitalità a chiunque in cambio di piccoli lavori pratici.
La sfida con la malattia e i progetti futuri di Terenziani
Il cammino non è stato privo di ostacoli drammatici. Il 20 ottobre, mentre percorreva l’Alta via dei Monti Liguri, l’escursionista ha accusato dolori devastanti che lo hanno costretto a una sosta forzata di circa tre mesi presso la città di Pontremoli. I successivi accertamenti medici hanno riscontrato la presenza di due malattie croniche autoimmuni, la colite ulcerosa e la spondiloartrite. Nonostante il timore di dover abbandonare il progetto, Terenziani ha ripreso il viaggio grazie all’assunzione di farmaci biologici, riuscendo a completare l’itinerario pur accumulando 90 giorni di ritardo sulla tabella di marcia.
Dopo aver tagliato il traguardo in terra sarda, l’escursionista si concederà qualche giorno di riposo prima di rientrare a Pontremoli per salutare gli amici che lo hanno sostenuto durante la convalescenza. Successivamente farà ritorno a casa, dove inizierà a rielaborare il materiale fotografico e i filmati raccolti lungo il percorso per realizzare un documentario educativo destinato agli studenti delle scuole. Quanto al futuro, Terenziani si metterà alla ricerca di un nuovo lavoro per accumulare i risparmi necessari a finanziare la sua prossima spedizione a piedi.