Il lupo finisce nel banco degli imputati: a Mestre un processo per smontare pregiudizi e disinformazione

Venerdì 23 ottobre, dalle 17 alle 19, l’Auditorium del Centro Congressi Venezia a Mestre ospita il primo Processo al lupo, un evento giuridico e culturale unico nel suo genere – che si potrà seguire in diretta streaming a questo link – firmato dalla Commissione per i Diritti degli Animali della Camera Penale Veneziana, guidata da Francesca Lacchin, in stretta collaborazione con il Corso WHALE dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’associazione LNDC Animal Protection.

Il grande carnivoro, storicamente perseguitato da fiabe, folklore e pregiudizi ideologici e negli ultimi anni finito nel mirino di molteplici amministrazioni comunali e regionali, si trova chiamato a rispondere direttamente dell’accusa formulata ai sensi dell’articolo 544 bis del Codice penale, contestato per l’uccisione di un vitello appartenente a un allevatore locale. Sul banco degli imputati l’animale prenderà voce fisicamente attraverso l’interpretazione teatrale dell’attore Moreno Corà, originario dell’Altopiano di Asiago, mentre una vera e propria corte giudiziaria composta da magistrati e legali in toga ricostruirà ogni passaggio del dibattimento.

Il collegio difensivo e le testimonianze del dibattimento simulato

La struttura del mock trial ricalca nei dettagli la celebrazione di un vero dibattimento penale sotto la presidenza del giudice Raffaele Incardona del Tribunale di Venezia. A sostenere l’accusa contro il Canis lupus figurano i pubblici ministeri Sergio Dini e Martina Varagnolo della Procura della Repubblica di Padova, mentre la difesa dell’animale è affidata agli avvocati Monica Gazzola e Michele Pezone, responsabile dei diritti animali per LNDC.

Nel corso del processo sfileranno i testimoni di parte, impersonati dagli avvocati Andrea Galli nel ruolo dell’allevatore derubato del proprio capo di bestiame e Giorgio Bortolotto nelle vesti del cacciatore che ha aperto il fuoco contro il predatore senza riuscire ad abbatterlo. Ad apportare il fondamentale contributo scientifico ed etologico per la difesa interverrà la zoologa ed esperta di lupi Mia Canestrini, incaricata di chiarire la natura istintiva e il reale comportamento della specie.

La risposta culturale e giuridica alla caccia costante e alle riforme punitive

L’iniziativa assume un valore simbolico cruciale all’interno del contesto storico attuale, fortemente segnato dal declassamento dello status di tutela del lupo a livello europeo e dall’esame della nuova riforma della legge sulla caccia al vaglio del Parlamento italiano. Secondo le indicazioni fornite dal protocollo ISPRA, tra il 2017 e il 2024 sono state documentate in Italia soltanto 19 aggressioni non mortali ad esseri umani riconducibili a 7 individui specifici, di cui 11 attribuibili a un singolo esemplare a Vasto nell’estate 2023.

Il dibattito giudiziario punta così a far emergere la necessità di adottare corrette misure di prevenzione negli allevamenti anziché cedere a narrazioni propagandistiche o a misure sanzionatorie drammatiche come i prelievi e gli abbattimenti autorizzati, riaffermando l’importanza di garantire la convivenza pacifica e la tutela della biodiversità sul territorio nazionale. Un messaggio fondamentale e che, auspichiamo, arrivi anche alle orecchie di chi ci governa e che troppo spesso punta il dito ingiustamente su animali che, semplicemente, seguono la loro natura.

Fonte: LNDC Animal Protection

Leggi tutto