La costa dell’Ogliastra è stata teatro di una vicenda toccante che unisce la fragilità della natura alla solidarietà umana. L’episodio ha preso avvio lungo l’arenile della spiaggia di Bucca ‘e Strumpu, nel territorio comunale di Bari Sardo, dove fin dalla serata precedente diversi turisti e residenti avevano notato una femmina di delfino imponente, dal peso stimato superiore ai 200 chili, nuotare a ridosso delle scogliere in evidente stato di sofferenza.
La situazione è precipitata nella mattinata del 19 agosto, quando il cetaceo è apparso semi-incagliato sul fondale a bassissimo pescaggio. Comprendendo l’estrema gravità della situazione, alcuni bagnanti presenti sul bagnasciuga si sono immersi senza esitare, utilizzando persino una corda di ausilio per disincagliare il corpo dell’animale e spingerlo delicatamente verso acque più profonde e aperte.
La nascita del piccolo e l’adozione da parte del branco
Questo tempestivo intervento umano si è rivelato determinante per consentire al mammifero marino di completare le fasi finali del parto. A pochi metri dalla battigia, la femmina è riuscita a dare alla luce il suo cucciolo. La gioia per la nascita si è immediatamente intrecciata con la solidarietà naturale della specie: un gruppo di altri cetacei appartenenti allo stesso branco si è subito avvicinato al neonato, prendendolo in custodia e scortandolo verso il mare aperto per proteggerlo. Tuttavia, lo sforzo immane sostenuto per portare a termine la gestazione e liberarsi dalle secche ha consumato le ultime energie della madre. Stremata e senza più forze, la cetacea si è adagiata sul fondale marino esalando l’ultimo respiro, sotto gli sguardi commossi dei testimoni che ne avevano seguito le travagliate manovre.
L’intervento delle autorità e la commozione dei presenti
Una volta constatato il decesso, gli stessi turisti hanno riportato a riva il corpo della madre per evitare che venisse trascinato dalle correnti. Poco dopo sono giunti sul posto gli agenti del Corpo forestale di Tortolì, il personale della polizia locale di Bari Sardo e gli operatori comunali, arrivati per gestire le operazioni di recupero della carcassa.
Nel corso del pomeriggio, mediante l’impiego di un mezzo gommato con benna, la salma del cetaceo è stata rimossa dall’arenile tra il silenzio e la forte commozione dei presenti. L’evento lascia in eredità una testimonianza profonda di sopravvivenza: mentre la madre si è spenta sul bagnasciuga sardo, il suo piccolo continua a nuotare al largo affidato alla protezione dei suoi simili.
Fonte: Ansa