Mamma indiana corre scalza per 3 km e vince la gara per comprare i libri scolastici alle figlie: non aveva mai partecipato a una corsa

Quando i sandali hanno iniziato a scivolarle via dai piedi sul terreno sterrato, Ramabai Ranveer non ci ha pensato due volte: se li è sfilati, ha stretto i lembi del suo sari tradizionale e ha continuato a correre a testa alta. A 47 anni, questa madre vedova residente nel distretto di Beed, nello Stato indiano del Maharashtra, non aveva mai preso parte a una competizione podistica in vita sua.

Eppure, spinta dalla disperazione di non poter comprare i testi scolastici e dal silenzio durato otto giorni della figlia Arati, che non le parlava per via delle difficoltà economiche, ha deciso di iscriversi a una corsa comunitaria di 3 chilometri. L’obiettivo era aggiudicarsi il montepremi per i primi classificati nella categoria dai 30 ai 60 anni: appena 3.000 rupie, l’equivalente di circa 28 euro. Senza scarpe adatte, guidata soltanto da una straordinaria forza di volontà, ha tagliato il traguardo per prima, trasformando una piccola competizione locale in un simbolo universale di sacrificio materno.

Dalla fatica nei campi al risonante aiuto istituzionale in India

La risonanza planetaria del video amatoriale diffuso sui social ha trasformato la vittoria di Ramabai Ranveer in un caso mediatico internazionale raccontato dalla BBC, rivelando le profonde crepe nell’accesso all’istruzione per le famiglie meno abbienti. Costretta ad abbandonare la scuola a soli 13 anni per lavorare nei campi a raccogliere soia, ceci e curcuma dopo la scomparsa del marito nel 2012, la donna ha lottato ogni giorno affinché le sue figlie potessero scrivere un futuro diverso, puntando a traguardi stabili come l’ingresso nella pubblica amministrazione o nelle forze di polizia.

L’eco di questa straordinaria determinazione ha spinto il giudice della Corte Suprema Surya Kant a disporre un aiuto economico di 50.000 rupie in favore della famiglia, mentre esperti come l’ex presidente della commissione universitaria Sukhadeo Thorat hanno ammonito che simili storie non debbano essere edulcorate come fiabe, bensì lette come il sintomo urgente di politiche pubbliche che faticano a garantire l’effettivo diritto allo studio per tutti i giovani in India.

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