Nel cuore dei Monti Sicani, lungo il versante della strada provinciale 36 che collega Santa Caterina al Cassero, si erge in silenzio un capolavoro della natura rimasto nascosto al mondo scientifico per secoli. Nel territorio comunale di Castronovo di Sicilia, nella Città Metropolitana di Palermo a ben 910 metri di quota, è stato documentato quello che gli esperti ritengono essere il più grande mandorlo amaro vivente al mondo.
Un esemplare monumentale eccezionale, non solo per la sua imponente altezza di 10 metri e per la chioma di 15 metri di diametro, ma soprattutto per un tronco a spirale dalla circonferenza di 5,20 metri che si suddivide in tre grandi branche principali. Se la vita media di una pianta di questa specie oscilla normalmente tra i 70 e gli 80 anni, le stime condotte su questo gigante ne attestano un’età straordinaria di circa 500 anni, trasformandolo in un vero e proprio fossile vivente del paesaggio agrario siciliano.
@Quaderni di Botanica Ambientale e Applicata
Gli studi dei botanici e le tracce della storia contadina nel tronco
La rilevanza scientifica del ritrovamento è stata ufficializzata dallo studio firmato dai botanici Pasquale Marino e Francesco Maria Raimondo, pubblicato sulla rivista scientifica Quaderni di Botanica Ambientale e Applicata, edita dal centro di ricerca PLANTA. I dati emersi superano ampiamente le misurazioni di tutti i 39 mandorli monumentali attualmente censiti nel registro internazionale Monumental Trees e distribuiti in sette differenti Paesi.
Oltre alle proprietà botaniche uniche e alla costante produzione di semi amari, la pianta conserva sulla propria corteccia ricoperta di licheni le testimonianze del lavoro umano: una vecchia scala di legno letteralmente inglobata nel legno insieme a fili metallici rugginosi, muti testimoni di decenni di raccolti tradizionali e della profonda interazione antropica in quest’area frequentata fin dall’epoca indigena ed ellenistica.
Dalla Cappadocia alla tutela locale: la strategia del Comune
La portata scientifica della scoperta varcherà a breve i confini nazionali per essere presentata ufficialmente al XVIII Congresso Internazionale di Botanica del Mediterraneo, in programma alla fine di settembre in Cappadocia, in Turchia. In concomitanza con il dibattito accademico globale, le istituzioni locali si sono già attivate per proteggere questa gemma naturalistica.
Il primo cittadino di Castronovo di Sicilia, Vitale Gattuso, ha infatti annunciato la volontà di avviare immediatamente un percorso di tutela e valorizzazione, promuovendo interventi volti alla conservazione dell’albero, al fine di proteggere la biodiversità locale e trasformare il gigante dei Monti Sicani in un simbolo identitario per il turismo naturalistico dell’entroterra palermitano.
