Cinquemiladuecentocinquantotto fotografie arrivate da 87 paesi: sono i numeri della dodicesima edizione dei Mangrove Photography Awards, il concorso promosso dall’organizzazione ambientalista Mangrove Action Project per raccontare, attraverso l’obiettivo, gli ecosistemi di mangrovie di tutto il pianeta. La giuria di quest’anno comprendeva nomi noti della fotografia naturalistica internazionale, come Karine Aigner, Steve Winter, Esther Horvath, Pier Nirandara, Dhritiman Mukherjee e Morgan Heim, ed a vincere il titolo di Mangrove Photographer of the Year è stato il fotografo indiano Gaurav Patil.
Una rete abbandonata, tredici secondi di posa
Lo scatto premiato si chiama Bagliore intrappolato: quando la vita incontra le rovine (Tangled glow: When life meets the ruins), mostra una rete da pesca fantasma, illuminata di ultravioletto, impigliata tra le radici di una mangrovia sulla costa di Nandgaon, nel Maharashtra, non lontano da Mumbai.
@Mangrove Photography Awards 2026 / instagram
Patil ha realizzato l’immagine con un’esposizione di tredici secondi, un espediente tecnico che trasforma un problema ambientale reale (le reti perse o abbandonate dai pescherecci e trascinate dalle correnti fino a incastrarsi tra i rami) in un’immagine quasi spettrale. “Volevo documentarlo in maniera artistica per attirare l’attenzione di chi guarda”, ha spiegato il fotografo, che segue questo fenomeno da diversi anni.
Gli animali che abitano le mangrovie
Tra i vincitori di categoria compaiono anche scatti di fauna. Nella sezione dedicata agli uccelli si è imposto Mark Ian Cook con La marcia dei fenicotteri (March of the Flamingos), un gruppo di fenicotteri americani ripreso dall’elicottero mentre osserva uno squalo limone giovane nelle acque basse della Florida Bay, specie che, ricorda l’autore, era quasi scomparsa dalla zona per la caccia e il commercio di piume nei primi del Novecento e che oggi torna lentamente grazie al ripristino dei flussi d’acqua dolce.
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Per i mammiferi vince Kallol Mukherjee con Dove iniziano le mangrovie (Where the Mangroves Begin), due cuccioli di gatto della giungla fotografati ai margini della foresta nel Sundarban Tiger Reserve.
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Per le altre specie premia Evan Cooper con In cerca di rifugio tra le mangrovie (Seeking Refuge in the Mangroves), una tartaruga verde giovane che trova riparo tra le radici alle Bahamas, protetta lì dagli squali tigre.
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Paesaggi, dall’alto e sott’acqua
Nella categoria paesaggio in bianco e nero vince Abijith Soman con L’impronta della Terra (Footprint of the Earth), un’isola delle backwaters del Kerala che, vista dall’alto, disegna la sagoma di un’impronta: molte di queste isole erano un tempo foresta di mangrovie, disboscata per far posto a piantagioni di cocco, e ora la vegetazione sta lentamente riconquistando il terreno.
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Dall’aria vince il brasiliano Lucas Gonçalves Garcias con MangueBeat (MangueBeat), che ritrae il fiume Tejipió a Recife mentre separa gli allevamenti di gamberi dei residenti dell’Ilha de Deus da un tratto di mangrovia bonificato per una base della Marina.
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Tra gli scatti a terra si aggiudica il premio Ryuhei Suguri con Sotto una luce antica (Beneath Ancient Light), una mangrovia solitaria fotografata di notte sotto la Via Lattea in Indonesia.
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Nella categoria subacquea vince il francese Ewan Tregarot con Terreno di caccia sotto la chioma (Feeding grounds under the canopy), un banco di pesci predatori in caccia tra le radici sommerse a Bonaire.
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Le minacce e le persone che difendono le mangrovie
La sezione Threats premia il turco Zafer Kizilkaya con Raccolta di mangrovia rossa (Red mangrove harvest), immagine del taglio illegale di mangrovie nel Sundarban bangladese, dove il legname alimenta l’industria del carbone e la deforestazione mette a rischio raccoglitori di miele e fauna insieme.
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Nella categoria dedicata ai mezzi di sussistenza vince il brasiliano Roosevelt Cassio con Una collana di granchi (String of Crabs), un pescatore che mostra la sua raccolta giornaliera.
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Per la conservazione e il restauro si impone Garry Lotulung con Semi di speranza da un villaggio costiero (Seeds of hope from a coastal village), la storia di Pasijah, cinquantaseienne di un villaggio di Demak, a Giava, che da anni pianta mangrovie per arginare l’acqua che ha già sommerso duecento famiglie del suo villaggio. “Io e Ichwan abbiamo piantato circa 15mila piantine nel 2021. La mattina dopo, quando sono tornata a controllare, le onde le avevano portate via tutte”, racconta la donna nella didascalia dello scatto.
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Il premio per il miglior portfolio va invece all’italiano Nicolò Brugnara con Pilastri nel mare (Pillars in the Sea), che documenta la nuova strada costiera di Mumbai: un’opera da 1,4 miliardi di euro che prevede l’abbattimento di 45mila alberi e minaccia il 75% della foresta di mangrovie di Manori Creek, in un’area dove un decennio di restauro tra il 2012 e il 2022 è fallito nel 52% dei siti nonostante oltre 5 milioni di dollari investiti.
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I premi speciali
Il titolo di Young Mangrove Photographer of the Year va al thailandese Katanyou Wuttichaitanakorn con Adattamento (Adaptation), zanzare fotografate mentre si nutrono del sangue di un ghiozzo saltatore, comportamento insolito per insetti che normalmente si nutrono di animali a sangue caldo.
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Abbiamo l’Emirates Award, assegnato a Shyjith Onden Cheriyath con Dove la vita converge (Where Life Converges), un reticolo di canali tra le mangrovie di Ras Al Khaimah.
Infine l’Arabian Gulf Award, vinto dal saudita Abdullah Alsheikh con Dove respirano le mangrovie (Where the Mangroves Breathe), una veduta aerea della costa mangrovieta del Regno durante la bassa marea.
