Manuel Bortuzzo mostra la sua sedia a rotelle distrutta in aereo: “inaccettabile questa superficialità, sono le nostre gambe”

Il rientro a Roma dopo una vacanza tra Zanzibar e Tanzania si è trasformato in un incubo per Manuel Bortuzzo. Il nuotatore italiano, atterrato all’aeroporto di Fiumicino, ha ritrovato nell’area bagagli speciali la propria sedia a rotelle completamente distrutta e inutilizzabile a causa del trasporto nella stiva del volo operato da Ethiopian Airlines. Per l’atleta, accompagnato dalla fidanzata Serena Padovano, quanto accaduto rappresenta un danno gravissimo che va ben oltre l’aspetto materiale, trattandosi di un ausilio indispensabile per la vita di tutti i giorni e per la sua autonomia.

La denuncia social di Manuel Bortuzzo e le parole del nuotatore

Bortuzzo ha condiviso sul proprio profilo Instagram le immagini del danno e un accorato messaggio, spiegando:

Ho fatto delle storie a riguardo ma è giusto fare un post perché questo deve rimanere. Mi avete scritto in tanti raccontandomi le vostre disavventure e queste cose NON devono succedere. Una carrozzina per chi è obbligato a starci sopra è una cosa troppo importante e delicata e va trattata con rispetto e cura. Sono le nostre gambe, la nostra libertà. Non è accettabile che nel 2026 vengano trattate con tale superficialità. Fosse successo all’andata? Come facevo 8 giorni lì così? La carrozzina è inutilizzabile. Mettiamoci nei panni di chi invece al ritorno da un viaggio aveva solo questa per vivere e svolgere le azioni quotidiane, in che situazione di disagio assurdo si trovava? Per la gravità della cosa tutto questo non può passare inosservato. Ripeto, io sono fortunato, ma è giusto parlarne per tutte quelle persone che questa fortuna non ce l’hanno.

La sparatoria del 2019

La condizione di paraplegia di Bortuzzo risale alla tragica notte tra il 2 e il 3 febbraio 2019 nel quartiere Axa di Roma, tra l’Eur e Ostia. In quella circostanza, due giovani a bordo di uno scooter, Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, hanno sparato diversi colpi di pistola contro lo sportivo e la sua allora fidanzata Martina Rossi, rimasta illesa. Un proiettile ha colpito il nuotatore alla schiena causando una lesione midollare irreversibile. Marinelli e Bazzano sono stati successivamente condannati a 16 anni di reclusione per duplice tentato omicidio aggravato dalla premeditazione.

C’è bisogno di più rispetto per i viaggiatori disabili

La vicenda ha scatenato una vasta mobilitazione sui canali ufficiali della compagnia Ethiopian Airlines, dove moltissimi utenti e sostenitori dello sportivo hanno richiesto spiegazioni ufficiali, scuse formali e un immediato risarcimento del danno subìto. La protesta sollevata dal nuotatore ha riacceso i riflettori su una piaga sistemica che travalica i singoli casi di cronaca: ogni giorno, tantissime persone disabili vedono compromessa la propria mobilità a causa dell’inadeguata formazione del personale aeroportuale e della superficialità delle compagnie aeree.

Gli ausili di supporto non sono semplici bagagli fuori misura, ma rappresentano l’estensione fisica, la dignità e la libertà di chi li utilizza. L’intero settore del trasporto aereo deve assumersi la responsabilità di garantire protocolli rigorosi e una reale cultura del rispetto, affinché viaggiare in modo sicuro, accessibile e autonomo diventi un diritto inviolabile per tutti.

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