Durante la cerimonia di consegna delle insegne ai Cavalieri dell’Ordine al Merito del Lavoro nominati il 2 giugno 2026, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato un discorso di straordinaria intensità, invitando le istituzioni e le forze produttive a compiere un cambio di passo decisivo. Riflettendo sulla piaga dell’emigrazione giovanile e sull’insicurezza per il futuro, il Capo dello Stato ha scandito con fermezza che non è più tempo di sottovalutare le energie del Paese:
Molti giovani rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi realizzare. La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. È una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società.
Con queste parole, il Presidente ha ribadito che il capitale umano è la vera linfa dell’impresa e che il diritto allo studio e il diritto al lavoro si realizzano solo attraverso una rinnovata coesione intergenerazionale. Poi ha aggiunto come sia fondamentale farsi carico del malessere delle nuove generazioni:
Le imprese generano valore ma non fanno tutto da sole. Hanno bisogno di un terreno fertile nel quale far maturare i progetti. E centrale è il capitale umano, costituito da persone poste nelle condizioni di esprimersi al meglio e di essere libere dal bisogno. Occorre uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si propongano strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione. Tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti.
La sfida ai monopoli tecnologici, all’inflazione e l’eredità di Luigi Einaudi
Il discorso del Capo di Stato si è arricchito di un’analisi profonda sulle grandi incertezze del presente, segnato da guerre di aggressione, protezionismi e dall’ascesa di monopolisti insofferenti alle regole comunitarie. Ricollegandosi ai dati del Centro studi di Confindustria su inflazione, costi energetici e bassi salari, Mattarella ha evidenziato come l’integrazione europea sia la sola via per difendere la competitività dell’economia italiana.
Nel mettere in guardia contro i rischi delle nuove egemonie nell’ambito dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie satellitari, ha citato il pensiero liberale di Luigi Einaudi, ricordando che il controllo pubblico sui monopoli è un presidio di libertà e giustizia contro le disuguaglianze. Il Presidente ha spronato l’intero sistema produttivo ad abbandonare la nostalgia del passato e ad abbracciare il coraggio dell’innovazione:
Nelle fasi di incertezza occorre il coraggio dell’innovazione. Non è il tempo del ripiegamento, del giardino di casa, della nostalgia ‘del bel tempo Andato’ che non può tornare, ammesso che effettivamente esistesse. Il tempo dell’innovazione richiede certamente coraggio e visione del futuro. Molte imprese dimostrano di non avere timore e, in questo rendono un servizio al Paese che deve sapientemente saperle accompagnare in questo sforzo.
Mattarella ha poi rimarcato che:
insensate guerre di aggressione, delegittimazione del diritto internazionale, barriere protezionistiche, politiche neo-imperialistiche, l’insicurezza delle rotte marittime, rincari dell’energia che ne sono derivati e che alimentano l’inflazione, pretese neo-monopoliste: tutti questi dissennati fenomeni stanno producendo effetti gravemente negativi sulle catene del valore, sulla libertà dei commerci e si riflettono sulle stesse libertà del nostro modello di vita, con cosiddetti magnati, insofferenti alle regole della comunità, siano esse statuali o sovranazionali, con assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale.
Tutti i premiati del 2026: dalle stelle dell’intelligenza artificiale al Made in Italy
A raccogliere l’esortazione del Presidente della Repubblica è stata una rosa eccellente di capitani d’industria. Nell’ambito dell’alta tecnologia e del software sono stati insigniti Marco Trombetti di Translated, piattaforma d’intelligenza artificiale per 237 lingue, e Giancarlo Negro di Links Management and Technology. Per la manifattura e la meccanica spiccano Giuseppe Fontana di Fontana Gruppo, colosso da oltre 4.000 dipendenti, Antonio Gozzi di Duferco Italia Holding, Giorgio Girondi di Ufi Filters, Giorgio Marsiaj di Sabelt, Carlo Lastrucci di Powersoft ed Elisabetta Moro di Pfm.
Nell’agroalimentare figurano Marina Cvetic di Masciarelli Tenute Agricole, Sabato D’Amico di D&D Italia, Giacomo Ponti, Bruno Piraccini di Orogel, Ambrogio Invernizzi di Inalpi ed Alberto Sorbini di Enervit. La grande distribuzione e la ristorazione d’autore festeggiano Giangiacomo Ibba di F.lli Ibba, forte del 25% del mercato sardo, Giuseppa Vitale di Prezzemolo & Vitale e Gioconda Gritti del tristellato Da Vittorio.
Completano la prestigiosa lista Roberto Coin nella gioielleria, Micaela Pallini negli amari, Lorenzo Delladio de La Sportiva, Matterino Dogliani di Fininc, Sergio Fontana di Farmalabor, Patrizia Zucchi di Socogas, Vincenzo Andronaco ed Katia Da Ros di Irinox, a testimonianza di un capitalismo italiano dinamico che si affianca a figure storiche come Claudio Descalzi, Francesco Caltagirone, Alfonso Dolce e Vittorio Moretti.
Fonte: Quirinale