La campagna del Modello 730 entra nella fase finale e per i contribuenti diventa importante rispettare le ultime date previste per l’invio della dichiarazione. Le scadenze riguardano non solo la trasmissione del modello, ma anche i tempi dei rimborsi, le possibilità di correggere eventuali errori e i controlli che possono rallentare l’erogazione delle somme spettanti.
Il 30 settembre è la data principale per l’invio del 730
Il termine più importante è fissato al 30 settembre. Entro questa data i cittadini devono completare l’invio del modello precompilato attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate, mentre CAF e professionisti devono trasmettere le dichiarazioni raccolte. Il rispetto della scadenza permette di avviare regolarmente le operazioni di conguaglio.
Prima dell’appuntamento finale è previsto un passaggio intermedio: entro il 15 settembre gli intermediari fiscali devono completare la trasmissione delle dichiarazioni raccolte tra il 16 luglio e il 31 agosto. Questo meccanismo consente di organizzare l’elaborazione delle pratiche attraverso diverse finestre temporali.
Quando arrivano i rimborsi
La data di presentazione della dichiarazione può incidere sui tempi di accredito dei rimborsi. Chi invia il 730 nella parte finale del periodo disponibile potrebbe ricevere il credito Irpef nei mesi di novembre o dicembre. Per i pensionati l’attesa può essere più lunga a causa dei tempi tecnici necessari all’elaborazione da parte dell’Inps.
Come correggere gli errori dopo la scadenza
Dopo il 30 settembre non è più possibile utilizzare il Modello 730 ordinario, ma restano alcune procedure per modificare o integrare la dichiarazione.
Se l’errore riguarda un vantaggio per il contribuente, come la mancata indicazione di spese detraibili, è possibile presentare un Modello 730 integrativo tramite CAF o intermediario entro il 26 ottobre.
Diversa è la situazione in cui la correzione comporta un aumento delle imposte da pagare o una riduzione del credito. In questi casi occorre utilizzare il Modello Redditi Persone Fisiche correttivo, con termine previsto per il 2 novembre. Per gli errori scoperti successivamente resta disponibile il Modello Redditi integrativo, insieme al ravvedimento operoso.
Controlli dell’Agenzia delle Entrate sui rimborsi
Oltre alle scadenze, i contribuenti devono considerare anche i controlli preventivi dell’Agenzia delle Entrate. Le verifiche possono riguardare le dichiarazioni con modifiche rilevanti rispetto alla precompilata oppure quelle che prevedono un rimborso superiore a 4.000 euro.
Quando scatta il controllo, l’Agenzia effettua verifiche incrociando i dati disponibili nelle proprie banche dati. Il rimborso può quindi essere sospeso temporaneamente e il contribuente deve conservare la documentazione necessaria per dimostrare quanto dichiarato.