Addio al “Mowgli spagnolo”: l’incredibile storia di Marcos Rodríguez Pantoja, che visse 12 anni solo con i lupi fra i boschi

È morto all’età di 80 anni Marcos Rodríguez Pantoja, l’uomo che visse 12 anni tra i lupi. Nato ad Añora nel 1946, la sua storia affonda le radici in un’infanzia segnata da privazioni, lutti e maltrattamenti. A seguito della scomparsa prematura della madre, il padre scelse di cederlo a un anziano capraio attivo nella zona montuosa della Sierra Morena. Divenuto la sua sola guida, il pastore gli insegnò l’arte dell’accensione del fuoco e le strategie di sussistenza nel bosco.

Alla morte dell’uomo, l’allora bambino rimase completamente solo e isolato dal consorzio umano, fino a quando non avvenne l’incontro decisivo con una comunità di lupi. Invece di attaccarlo, la lupa capobranco lo accolse, scaldandolo e nutrendolo insieme ai propri cuccioli. Per oltre un decennio, Marcos Rodríguez Pantoja visse all’interno di grotte, vestendosi unicamente di pelli di coniglio e apprendendo i codici comunicativi della fauna locale, sviluppando una perfetta capacità di emettere ululati, fischi e richiami per i cervi.

Il traumatico ritrovamento e le difficoltà di reinserimento sociale

Nel 1965, all’età di diciannove anni, Marcos Rodríguez Pantoja fu individuato e recuperato dagli agenti della Guardia Civil. Il rientro forzato nella civiltà si rivelò tuttavia un percorso estremamente complesso e privo di serenità. Azioni elementari come l’impiego delle posate, la deambulazione completamente eretta, l’uso degli abiti e la padronanza della lingua spagnola rappresentarono per lui ostacoli insormontabili.

Sottoposto al servizio militare e impiegato in seguito come muratore, cameriere e pastore, fu vittima di inganni e raggiri a causa della sua profonda ingenuità. A nulla valse il suo successivo tentativo di ritornare tra i boschi di Cardeña-Montoro: gli anni trascorsi tra gli uomini e l’odore umano ne avevano irrimediabilmente compromesso il riconoscimento da parte dei lupi.

L’eredità culturale, il cinema e gli ultimi anni in Galizia

L’esperienza di Marcos Rodríguez Pantoja ha suscitato un profondo interesse nel campo delle scienze umane. L’antropologo Gabriel Janer Manila, docente presso l’Università delle Baleari, studiò il suo caso redigendo una tesi di laurea e il saggio intitolato He jugado con lobos. Nel 2010 la sua parabola autobiografica è approdata nelle sale cinematografiche grazie alla pellicola Entrelobos, diretta dal regista Gerardo Olivares, opera a cui lo stesso protagonista offrì la propria consulenza.

Negli ultimi anni della sua vita, trascorsi nel borgo galiziano di Rante (frazione di San Cibrao das Viñas), l’uomo si è dedicato a incontri con gli studenti delle scuole per sensibilizzarli sul rispetto degli animali. Monitorato fino all’ultimo dall’amico Arturo Arcones, che lo definì il “Mowgli spagnolo“, Marcos Rodríguez Pantoja si è spento all’età di 80 anni, conservando fino all’ultimo giorno il ricordo nostalgico della vita selvatica, da lui sempre giudicata più autentica e felice rispetto a quella umana.

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