Tessera elettorale cartacea addio! Nel 2027 si potrà votare anche mostrando lo smartphone

Le procedure di voto in Italia si preparano a una rivoluzione tecnologica in vista dei prossimi appuntamenti alle urne fissati per il 2027. Come confermato dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, i cittadini potranno finalmente lasciare a casa il vecchio cartoncino e presentarsi al seggio esibendo la nuova tessera elettorale digitale direttamente sullo schermo del proprio smartphone.

La misura, introdotta all’interno della cornice del decreto Pnrr, prevede che il documento virtuale venga estratto direttamente in tempo reale dall’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente) e integrato all’interno dell’ecosistema digitale italiano, sfruttando il sistema IT Wallet e l’applicazione ufficiale IO. L’utilizzo al seggio richiederà comunque la presenza fisica dell’elettore, poiché il voto elettronico non è previsto e il documento resterà rigorosamente vincolato alla sezione elettorale di appartenenza.

I decreti attuativi attesi entro febbraio 2027 definiranno gli ultimi dettagli tecnici relativi alla sicurezza informatica e alla scansione del codice al momento della cancellazione dalle liste, stabilendo inoltre che, in caso di ritardi nella sperimentazione, i cittadini dovranno presentarsi al seggio esibendo una copia digitale stampata.

La transizione graduale e il dibattito politico infuocato sul banco delle opposizioni

La novità non andrà a cancellare bruscamente le vecchie abitudini, poiché la versione elettronica e quella tradizionale cartacea continueranno a coesistere per offrire la massima flessibilità a tutti gli elettori, riducendo drasticamente le file agli sportelli comunali per i duplicati e i rischi di smarrimento. Tuttavia, l’entusiasmo della maggioranza si scontra con le dure critiche sollevate dall’opposizione e in particolare dal segretario di +Europa Riccardo Magi, che ha duramente attaccato l’esecutivo denunciando una stridente ipocrisia istituzionale.

Il nodo centrale della polemica riguarda il contrasto tra la decantata digitalizzazione della tessera per votare e il contestato divieto di utilizzare la firma digitale tramite SPID per la raccolta delle firme necessarie alle liste civiche e minori per presentarsi alle competizioni elettorali. Mentre il governo procede spedito verso la modernizzazione dei documenti personali e attende il voto cruciale alla Camera sulla nuova legge elettorale fissato per l’8 ottobre, il dibattito politico si incendia su questo confine sottile tra reale innovazione democratica e ostacoli burocratici.

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