Doveva essere un’intervista dedicata alla carriera, ai nuovi progetti e al percorso professionale di Jenna Ortega, ma dopo la pubblicazione di un video di Esquire l’attenzione di una parte del pubblico si è spostata rapidamente su tutt’altro, perché sui social hanno iniziato a moltiplicarsi commenti sul suo aspetto fisico, osservazioni sul peso e paragoni con altre celebrità, tra cui Ariana Grande, trasformando così un contenuto pensato per raccontare il lavoro dell’attrice nell’ennesima occasione per discutere pubblicamente del corpo di una donna.
I commenti sul fisico di Jenna Ortega
sorry if its rude but is she ill? She doesn’t look well.
Scusate se può sembrare scortese, ma è malata? Non sembra stare bene.
Why is everyone in Hollywood suddenly turning into skeletons?
Perché a Hollywood stanno diventando tutti improvvisamente degli scheletri?
Sotto ai contenuti che rilanciavano l’intervista sono comparsi messaggi di utenti che si dicevano preoccupati per il benessere dell’attrice, mentre altri invitavano a non trasformare pochi fotogrammi in una diagnosi, ricordando che l’aspetto di una persona può essere influenzato da moltissimi fattori, dall’illuminazione al trucco, dallo styling alla postura, fino al montaggio del video, e che nessuno di questi elementi consente di ricavare informazioni attendibili sul suo stato di salute.
Il punto, infatti, non è stabilire se Jenna Ortega appaia più o meno magra rispetto al passato, ma interrogarsi sul meccanismo che porta il pubblico a considerare il corpo di una celebrità come qualcosa da osservare, confrontare e interpretare continuamente, spesso oltrepassando il confine tra semplice curiosità e vera e propria speculazione.
Cosa ha raccontato davvero Jenna Ortega
Nella stessa intervista, Ortega ha effettivamente affrontato un tema delicato legato al rapporto con il proprio corpo e con i ritmi di lavoro, ma lo ha fatto parlando della sua esperienza da bambina sul set, quando, pur di non interrompere le riprese o creare problemi alla produzione, arrivava a trascorrere un’intera giornata senza mangiare né bere, perché temeva di essere percepita come un ostacolo al lavoro degli adulti che la circondavano.
Si tratta di un racconto che apre una riflessione molto più ampia sulle pressioni vissute dai giovani attori, i quali possono trovarsi a interiorizzare molto presto l’idea di dover essere sempre efficienti, disponibili e professionali, anche quando questo significa mettere in secondo piano bisogni elementari come mangiare, bere o riposarsi, ma non esiste alcuna dichiarazione dell’attrice che colleghi quell’esperienza infantile al suo aspetto fisico attuale.
Trasformare quelle parole in una spiegazione del suo corpo di oggi significherebbe quindi costruire un legame che Ortega non ha mai stabilito e che, proprio per questo, rischierebbe di alimentare ulteriormente quella stessa dinamica di controllo che la discussione dovrebbe invece mettere in discussione.
Il paragone con Ariana Grande
A far discutere è stato anche il paragone con Ariana Grande, il cui corpo è stato negli ultimi anni oggetto di commenti insistenti e speculazioni simili, tanto che la cantante è intervenuta pubblicamente per ricordare quanto sia pericoloso presumere di conoscere lo stato di salute di una persona soltanto osservandone l’aspetto esteriore.
Nel caso di Jenna Ortega, però, il parallelismo nasce esclusivamente dalle conversazioni online e non esistono elementi che permettano di sostenere che le due artiste stiano vivendo situazioni analoghe, motivo per cui il confronto appare significativo soprattutto per ciò che rivela del modo in cui vengono trattati i corpi femminili nello spazio pubblico, dove ogni cambiamento reale o percepito può trasformarsi rapidamente in oggetto di analisi collettiva.
Quando la preoccupazione diventa body shaming
La questione si complica proprio quando i commenti vengono formulati in nome della preoccupazione, perché dire di essere in ansia per la salute di qualcuno può sembrare molto diverso dal criticarne apertamente il fisico, ma se quella preoccupazione nasce esclusivamente dall’osservazione del corpo e si traduce in ipotesi, confronti e giudizi pubblici, il risultato rischia di non essere così distante dal body shaming.
Anche un commento apparentemente benevolo, infatti, può contribuire all’idea che il corpo di una donna famosa sia una sorta di spazio pubblico sul quale chiunque possa esprimere valutazioni, mentre il benessere di una persona resta una questione complessa, privata e non leggibile attraverso una fotografia o una breve clip.
Il problema non è il corpo di Jenna Ortega
La vicenda, quindi, non dice molto sul corpo di Jenna Ortega, ma racconta molto del modo in cui continuiamo a guardare i corpi femminili, soprattutto quando appartengono a personaggi pubblici, perché basta un’apparizione diversa dal solito perché si inneschino confronti con il passato, supposizioni sulla salute e interpretazioni che raramente sarebbero considerate accettabili se rivolte a una persona comune.
Il punto non dovrebbe essere decidere se Jenna Ortega sia troppo magra, se sia cambiata o se il suo aspetto debba destare preoccupazione, ma riconoscere che un corpo non è una diagnosi e che il fatto di essere famoso non lo rende automaticamente disponibile al giudizio collettivo, perché la vera questione non riguarda il modo in cui appare l’attrice, ma l’abitudine, ancora profondamente radicata, a pensare che ogni corpo debba essere osservato, valutato e spiegato.