Sono tornati i grifoni sulle Madonie: la conferma arriva dal Parco che annuncia il primo volo dei giovani nati da due coppie che avevano nidificato nelle pareti rocciose. Non è solo una curiosità naturalistica: è un evento storico, perché nel Parco non succedeva da 70 anni. E questa è la prima conferma che il progetto di reintroduzione di questo avvoltoio è stato un vero successo.
Nel Madonie UNESCO Global Geopark sta accadendo qualcosa di straordinario – si legge sulla pagina Facebook dell’Ente Parco delle Madonie – Quest’anno sono state ben due le coppie di grifoni accertate che hanno nidificato nelle pareti rocciose, ed i rispettivi due giovani hanno già spiegato le ali per il loro primo volo; può sembrare una semplice notizia naturalistica, ma per tutti coloro che amano il Parco è un momento storico
Sì, perché per la prima volta dopo circa 70 anni, viene suggellato il successo del progetto di reintroduzione di questo avvoltoio.
[…] finalmente il vecchio sogno a cui in tanti abbiamo da sempre creduto, facendo ritornare il grifone nel territorio del nostro Parco, che si era estinto dagli anni ’50 del XX secolo, ha dato i primi frutti concreti – commenta spiega Antonio Spinnato, zoologo del Parco – ed è una soddisfazione immensa seguire i primi voli dei 2 giovani
Il progetto è partito portando i primi grifoni nelle Madonie dalla Spagna e rilasciati dopo il periodo di acclimatazione presso la voliera di Isnello, per creare il nucleo “fondatore“ della colonia: erano 35 giovani individui e 16 di questi sono stati muniti di Gps satellitare, che consentono di ottenere dei dati che ci raccontano una storia straordinaria: i grifoni amano fare lunghissimi viaggi per la Sicilia, ma poi tornano sempre sulle Madonie.
La svolta è poi avvenuta nel 2021 grazie ad un’intensa collaborazione tra l’Ente Parco delle Madonie, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, l’Ente Parco dei Nebrodi, il Comune di Isnello, il Rotary Club (che ha costruito la voliera d’acclimatazione ad Isnello) e l’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente.
In seguito, fondamentale è stato il ruolo della Fondazione Internazionale Biodiversità del Mediterraneo, che sostenuto l’arrivo dei grifoni “fondatori” dalla Spagna insieme all’associazione spagnola GREFA.
La notizia ancora più bella è che il gruppo originale ha iniziato ad attirare altri compagni di avventura; altri grifoni, arrivati spontaneamente da diverse zone della Sicilia ed addirittura da altre regioni d’Italia, si sono uniti alla colonia. Oggi si stima che nei cieli delle Madonie volino almeno 80 grifoni
I grifoni sono animali importantissimi per la biodiversità ma anche per la sicurezza perché necrofagi, ovvero “spazzini dei pascoli”: in altre parole si nutrono delle carcasse di animali che trovano nel territorio, contribuendo ad evitare il diffondersi di eventuali epidemie.
Questi splendidi animali selvatici classificati globalmente come specie a “Minima Preoccupazione” dall’International Union for Conservation of Nature (IUCN), ma in Italia la situazione è un po’ diversa: il grifone (Gyps fulvus) è infatti inserito nella Lista Rossa IUCN dei vertebrati italiani 2022, anche se la situazione, fortunatamente, è in miglioramento.
Questi due nidi rappresentano molto più di un risultato faunistico: sono il segno concreto che un progetto costruito negli anni sta restituendo alla natura la propria capacità di rigenerarsi”, evidenzia Giuseppe Ferrarello, Presidente del Madonie Unesco Global Geopark- Il grifone è tornato a essere parte integrante dell’ecosistema delle Madonie. La vera vittoria è sapere che gli animali hanno trovato le condizioni per svolgere la loro funzione ecologica, nutrendosi delle carcasse degli animali che trovano nel territorio, ma soprattutto che hanno iniziato a riprodursi
Quei due nuovi nati che oggi solcano il cielo sopra le Madonie rappresentano la vittoria più bella: quella di una natura che torna finalmente a fare da sé”.
Fonte: Ente Parco delle Madonie/Facebook
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