Piatti di plastica richiamati per rischio migrazione di sostanze: il lotto da controllare

Un lotto di piatti di plastica finisce nella lista dei richiami alimentari per un problema che riguarda direttamente il contatto con il cibo, ovvero la migrazione di sostanze oltre i limiti consentiti. Ad avvertire i consumatori è il Ministero della Salute, attraverso il portale dedicato agli avvisi di sicurezza alimentare.

Il prodotto richiamato

Il richiamo interessa i piatti fondi in plastica bianca da 22 centimetri, venduti a marchio 4EMME in confezioni da 15 pezzi, con la dicitura “Super resistente e riutilizzabile”. Il lotto di produzione da controllare è FO-17.07.26, mentre il codice a barre riportato sulla confezione è 8007570031696. A produrre i piatti è l’azienda turca Zebra Plastik, che li esporta in Italia per conto di 4EMME Srls, con sede in via Mazzini 2 a Somma Lombardo, in provincia di Varese, importatore e distributore del prodotto.

richiamo piatti plastica

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Perché è scattato il richiamo

L’avviso, datato 4 settembre ma diffuso dal Ministero solo il giorno successivo, parla di una possibile migrazione globale oltre il limite consentito nelle stoviglie provenienti dalla Turchia. Si tratta, in sostanza, della quantità complessiva di sostanze che un materiale plastico può cedere al cibo o a un liquido con cui entra in contatto: un parametro che il Regolamento UE 10/2011 fissa proprio per evitare che additivi o residui della plastica finiscano nell’alimento. Il limite generale previsto per i materiali plastici a contatto con gli alimenti è di 60 milligrammi per chilo di alimento, e nel caso dei piatti 4EMME questa soglia non sarebbe stata rispettata.

Cosa fare se si possiedono questi piatti

Le indicazioni del richiamo distinguono due destinatari. Ai consumatori si chiede di non utilizzare i piatti del lotto indicato; ai commercianti, di non venderli e di avvisare tempestivamente chi li avesse già acquistati. Chi ha in casa una confezione con lotto FO-17.07.26 può restituirla al punto vendita, seguendo le indicazioni riportate sulla scheda ufficiale del Ministero.

Fonte: salute.gov.it 

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