Avere uno smartphone già a 12 anni potrebbe essere associato a un rischio maggiore di sviluppare, nei due anni successivi, alcuni sintomi legati ai disturbi del comportamento alimentare.
È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato su JAMA Network Open e condotto su quasi 9mila adolescenti statunitensi, che ha analizzato non tanto quanto tempo i ragazzi trascorrono davanti allo schermo, quanto un altro elemento spesso trascurato: l’età in cui iniziano ad avere un dispositivo personale.
I risultati mostrano che tra chi possedeva già uno smartphone a 12 anni, a 14 anni erano più frequenti comportamenti come abbuffate, controllo rigido del peso e tendenza a legare la propria autostima alla forma fisica.
Lo studio, va precisato, non dimostra che sia il telefono a causare questi problemi. Ma suggerisce che l’accesso precoce e continuo a social, immagini filtrate, contenuti sul corpo e modelli estetici irrealistici possa rappresentare un fattore da non sottovalutare in una fase delicatissima dello sviluppo.
Lo studio
I ricercatori, guidati da Jason Nagata dell’Università della California di San Francisco, hanno analizzato i dati dell’Adolescent Brain Cognitive Development Study, uno dei più grandi studi longitudinali sullo sviluppo cerebrale e sulla salute dei bambini negli Stati Uniti.
Sono stati presi in considerazione 8.957 adolescenti. A 12 anni, 6.225 di loro, pari al 69,5%, possedevano già uno smartphone personale. I ricercatori hanno poi osservato la presenza di diversi segnali associati ai disturbi alimentari sia a 12 sia a 14 anni: abbuffate, comportamenti compensatori per evitare di aumentare di peso, paura di ingrassare e tendenza a far dipendere il proprio valore personale dal peso corporeo.
@JAMA Network Open
Due anni dopo, tra i ragazzi che a 12 anni avevano già uno smartphone, quasi uno su quattro aveva riportato almeno un sintomo di questo tipo.
L’analisi longitudinale mostra che il possesso dello smartphone a 12 anni era associato, a 14 anni, a un rischio maggiore del 49% di presentare almeno un sintomo legato ai disturbi alimentari rispetto ai coetanei che a quell’età non ne possedevano uno. Le differenze diventano ancora più evidenti osservando i singoli comportamenti: dalle indagini è emerso che i ragazzi che possedevano uno smartphone a 12 anni avevano un rischio circa doppio di legare la propria autostima al peso corporeo, un rischio maggiore del 67% di riportare episodi di abbuffata e del 50% di mettere in atto comportamenti compensatori per controllare il peso.
@JAMA Network Open
Perché accade? Uno smartphone significa soprattutto accesso continuo a un ambiente digitale nel quale immagini, modelli corporei e messaggi legati al peso possono diventare onnipresenti.
Avere uno smartphone significa poter portare letteralmente in tasca un mondo di contenuti concentrati sull’aspetto fisico, dice Nagata.
Ed è proprio durante la preadolescenza che questo può diventare particolarmente delicato. Tra gli 11 e i 14 anni il corpo cambia rapidamente, arriva la pubertà e aumenta inevitabilmente il confronto con gli altri. Prima dell’avvento degli smartphone quel confronto avveniva soprattutto con i compagni di scuola, gli amici o le persone incontrate nella vita quotidiana.
Oggi può avvenire centinaia di volte al giorno con corpi selezionati, modificati, filtrati e costruiti per essere mostrati. Il che può significare quanto mento sviluppare una insoddisfazione e una scarsa autostima.
In ogni caso, gli autori dello studio sottolineano che i risultati mostrano un’associazione, non una prova definitiva di causa-effetto, dal momento che potrebbero entrare in gioco molte altre variabili, come caratteristiche familiari, condizioni socioeconomiche, sviluppo puberale, salute mentale preesistente e rapporto con il proprio corpo.
E in Italia? A 12 anni lo smartphone ce l’hanno quasi tutti
Secondo i risultati dell’indagine Children’s Worlds diffusi dall’INAPP a settembre 2026 e basati su un campione di 4.750 bambini e ragazzi tra i 7 e i 14 anni, già in quinta elementare il 52,7% possiede un cellulare personale. In prima media la quota sale all’87%. In seconda media arriva addirittura al 90,7%. In pratica, attorno ai 12 anni soltanto un ragazzo su dieci non possiede ancora un proprio smartphone.
E insieme al telefono arrivano inevitabilmente anche i social. Sempre secondo INAPP, in seconda media il 74,8% dei ragazzi risulta iscritto ad almeno una piattaforma sociale. Il 55,3% la utilizza tutti i giorni o quasi.
@INAPP
Qui vale la pena fare una precisazione: il 74,8% indica gli iscritti ai social, non chi li utilizza quotidianamente. L’uso ad altissima frequenza riguarda invece poco più della metà dei dodicenni.
Inoltre, tra gli studenti di seconda media, il 32,5% dichiara di aver provato a diminuire il tempo trascorso online senza riuscirci e uno su quattro riconosce che Internet gli crea problemi. Il 20,1% segnala conflitti con familiari o amici legati all’uso della rete, mentre il 17,4% associa l’utilizzo degli strumenti digitali a un peggioramento del rendimento scolastico.
@INAPP
Numeri che dicono qualcosa che ormai è difficile ignorare: l’ingresso nel mondo digitale avviene molto presto e coincide con una fase della vita estremamente vulnerabile.
