L’illusione di un calmieramento sui listini è durata lo spazio di un respiro, spazzata via dalle cifre da capogiro sui tabelloni di rifornimento. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin hanno firmato la proroga dello sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio, in scadenza il 24 agosto, estendendolo fino al 26 agosto.
Per finanziare la misura sono stati destinati 20,8 milioni di euro derivanti dall’extra-gettito Iva, mediante il meccanismo delle accise mobili. Tuttavia, nei fatti si tratta di una vera e propria presa in giro nei confronti dei consumatori: la misura dura pochissimo e, causa i continui rincari globali innescati dalle tensioni geopolitiche nello stretto di Hormuz, i prezzi alla pompa hanno già divorato da tempo l’effetto del taglio, riazzerando qualsiasi reale beneficio per i cittadini.
I prezzi record che travolgono il rientro dalle vacanze
Il conto presentato agli automobilisti durante il controesodo estivo – che per l’Osservatorio mobilità stradale dell’Anas coinvolge oltre 24 milioni di veicoli – è pesantissimo. Stando alle rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la media del diesel in autostrada ha sfondato la soglia dei 2,203 euro al litro, mentre la benzina viaggia sui 2,087 euro, senza beneficiare di alcun tipo di sconto. Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha denunciato cifre da record storico, paragonabili solo ai picchi del 2022 registrati all’inizio della guerra in Ucraina.
Il fronte delle polemiche
La scelta dell’esecutivo ha sollevato un’ondata di proteste. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha attaccato la premier Giorgia Meloni definendo il provvedimento un’inutile “misura tampone” e sollecitando una tassa nazionale sugli extraprofitti delle società energetiche, sostenuta anche da Giuseppe Conte del Movimento 5 Stelle e da Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra. Dure anche le reazioni dei consumatori: il Codacons ha bollato la proroga come un intervento del tutto insufficiente, mentre il presidente di Assoutenti ha chiesto un taglio prolungato almeno fino al 6 settembre per evitare devastanti impatti sui bilanci familiari.
L’incertezza dopo il 26 agosto e la partita a Bruxelles
Del resto, dal 27 agosto lo sconto scadrà, lasciando spazio a un potenziale aumento di quasi 30 centesimi al litro per il gasolio. Con il prossimo Consiglio dei Ministri fissato per il 3 settembre, le casse statali non offrono margini finanziari immediati. L’unica via d’uscita resta la proposta firmata dall’Italia insieme ad altri cinque Paesi europei per una tassa Ue sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, un tema che verrà discusso all’Ecofin di settembre ma inevitabilmente frenato dal difficile scoglio dell’unanimità tra gli Stati membri.