Quali conseguenze avrà l’eclissi solare sulla produzione fotovoltaica europea?

Tra le 19:30 e le 21:30 del 12 agosto, migliaia di impianti fotovoltaici europei perderanno rapidamente una parte della luce solare e la recupereranno poco dopo. La Luna attraverserà il disco del Sole mentre la produzione elettrica della giornata sta già scendendo verso il tramonto. Nel momento di massima riduzione potrebbero mancare quasi 9.700 megawatt rispetto alla produzione attesa con cielo sereno.

La stima arriva da RTE, il gestore della rete elettrica francese. Una variazione abbastanza grande da tenere occupate le sale di controllo, molto meno drammatica di quanto suggerisca l’immagine di mezza Europa improvvisamente al buio. L’eclissi arriverà quando il fotovoltaico ha già imboccato la discesa serale e i gestori, calendario astronomico alla mano, sanno con precisione quando comincerà.

Quasi 10 GW spariscono e poi tornano

Un’eclissi solare pone un problema diverso da quello creato da una giornata nuvolosa. Le nubi si muovono in modo irregolare e colpiscono aree circoscritte; l’ombra della Luna attraversa territori molto estesi seguendo tempi calcolabili al secondo. La produzione fotovoltaica cala rapidamente, raggiunge il minimo e riparte con altrettanta velocità.

La rete elettrica deve mantenere in ogni istante l’equilibrio tra energia prodotta e consumata. Durante l’eclissi, quindi, altri impianti, le riserve disponibili, gli accumuli e gli scambi tra Paesi dovranno seguire quella curva: prima verso il basso, poi di nuovo verso l’alto. Il lavoro delicato dura più dei pochi minuti di oscuramento totale.

La parte più consistente della riduzione si concentrerà in Spagna. Red Eléctrica prevede sulla Penisola iberica un calo massimo di circa 5 GW, poco più della metà dell’effetto stimato per l’intera Europa. La cifra equivale al 13% della domanda massima registrata normalmente in un mercoledì di agosto, anche se la flessione non coinciderà con il momento di maggior consumo.

In Francia la produzione potrebbe diminuire di circa 1.800 MW. Tutte queste stime dipendono dal meteo: con un cielo coperto i pannelli starebbero già producendo meno e l’effetto aggiuntivo dell’eclissi risulterebbe più piccolo. La Luna, almeno, rispetta le previsioni meglio delle nuvole.

Perché i blackout restano improbabili

L’orario alleggerisce parecchio il compito. L’eclissi attraverserà l’Europa occidentale all’inizio della sera, quando il Sole è basso e la produzione fotovoltaica diminuisce comunque ogni giorno. In Spagna l’oscuramento totale arriverà circa un’ora prima del tramonto; in molti Paesi più orientali il Sole tramonterà mentre il fenomeno è ancora in corso.

Nel marzo 2015 un’eclissi aveva provocato una riduzione di circa 35 GW nella produzione solare europea, oltre tre volte quella prevista per il 12 agosto. Allora il fenomeno interessò il continente in una fascia oraria molto più produttiva per gli impianti. La rete superò la prova senza interruzioni grazie alla preparazione comune dei gestori nazionali coordinati da ENTSO-E, la rete europea degli operatori elettrici.

Anche stavolta le misure sono concrete: aumento delle riserve e dei margini di sicurezza, coordinamento tra gli operatori europei, contatti con i centri di generazione e distribuzione e monitoraggio continuo durante tutte le fasi dell’eclissi. In Spagna gli arcipelaghi delle Canarie e delle Baleari non dovrebbero registrare conseguenze rilevanti sulla produzione fotovoltaica, secondo Red Eléctrica.

In Italia l’eclissi arriverà al tramonto

La fascia di totalità attraverserà Groenlandia, Islanda, Spagna settentrionale e una piccola area del Portogallo nord-orientale. Nel resto d’Europa l’eclissi sarà parziale. L’Agenzia spaziale europea seguirà il fenomeno con osservazioni e attività scientifiche lungo il percorso dell’ombra.

In Italia la Luna comincerà a coprire il Sole quando questo sarà già molto basso sull’orizzonte. Non è ancora disponibile una stima ufficiale paragonabile ai 5 GW calcolati per la Spagna: la percentuale di disco solare oscurato, da sola, non basta per ricavarla. Servono la produzione fotovoltaica prevista in quel momento, la distribuzione degli impianti, l’altezza del Sole e le condizioni meteorologiche effettive.

L’impatto italiano dovrebbe comunque essere più contenuto rispetto a quello spagnolo. Nel Centro-Sud il massimo teorico dell’eclissi arriverà in molte zone quando il Sole sarà già tramontato; nel Nord-Ovest, dove l’oscuramento supererà localmente il 90%, il fenomeno resterà osservabile più a lungo, ma sempre durante la parte conclusiva della giornata solare.

Per chi osserverà il cielo italiano sarà un’eclissi parziale, breve e schiacciata sull’orizzonte occidentale. Per chi controllerà la rete sarà una discesa di produzione da accompagnare fino al tramonto. Nessuno spegnerà il Sole: per qualche minuto, ci penserà la Luna.

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