Quattro studenti di Vicenza progettano la panchina solare che ricarica il cellulare e accoglie anche la bici

Quattro ragazzi di terza hanno occupato parecchi pomeriggi liberi per progettare il posto dove, un giorno, qualcun altro potrebbe sedersi, legare la bicicletta e ricaricare il telefono. Il risultato si chiama Bench Brick: una panchina in mattoni faccia a vista con pannello solare, fioriera, cestino e portabici. Al momento esiste sulle tavole di un progetto esecutivo, già abbastanza solido da portare la Scuola Costruzioni Andrea Palladio di Vicenza al secondo posto di Ediltrophy 2026, nella categoria Junior.

A firmarla sono Edoardo Formica, Filippo Lain, Ettore Menon e Matteo Tovo, studenti del terzo anno del percorso per Operatore edile, guidati dall’architetto e docente di tecnologia delle costruzioni Matteo Tozzo. Cercavano qualcosa che nelle città non fosse già comparso in decine di versioni più o meno riuscite. Missione impegnativa, soprattutto quando l’oggetto di partenza è una panchina.

“La parte più complicata è stata pensare a un elemento di arredo urbano che non fosse già stato realizzato”, hanno spiegato. Per arrivare alla versione definitiva hanno lavorato anche fuori dall’orario scolastico. Pomeriggi sottratti al tempo libero per disegnare, correggere misure e capire come far convivere dentro lo stesso manufatto mattoni, vegetazione, energia solare e servizi quotidiani.

Una panchina che prova a rendersi utile

Bench Brick raccoglie in pochi metri diversi elementi che in una strada o in un parco solitamente vivono separati. La seduta è affiancata da una fioriera e da un cestino; accanto trova posto la bicicletta. Il pannello fotovoltaico dovrebbe fornire l’energia necessaria per ricaricare i cellulari e illuminare la struttura dopo il tramonto.

Fa parecchie cose e, dettaglio quasi rivoluzionario per certo arredo urbano contemporaneo, permette anche di sedersi.

Il progetto diffuso finora non riporta dati pubblici sulla potenza del pannello, sulla presenza di una batteria di accumulo o sui tempi necessari per la ricarica. Sono aspetti che andrebbero definiti durante l’eventuale passaggio alla costruzione, insieme alla resistenza agli agenti atmosferici, alla manutenzione e alla protezione degli impianti.

L’idea, però, nasce con una funzione molto concreta: trasformare una semplice sosta in un piccolo punto di servizio. Nessuna architettura monumentale. Una persona si ferma, lascia la bici, recupera qualche punto percentuale di batteria e riparte.

Dietro il rendering c’era un progetto da costruire

Il riconoscimento ottenuto a Ediltrophy riguarda proprio la parte che spesso scompare dietro le immagini più accattivanti. Il regolamento del concorso chiedeva agli studenti di progettare un manufatto prevalentemente in laterizio, completo e adatto a diventare un elemento di arredo urbano.

Non bastava disegnare una bella panchina e aggiungerle un pannello solare. Servivano piante quotate, quattro prospetti, sezioni, dettagli costruttivi, rendering, computo dei materiali, elenco degli attrezzi e indicazioni operative sufficienti per la messa in opera. Era richiesto anche un modello tridimensionale destinato allo spazio multimediale del SAIE di Bologna.

La giuria ha valutato originalità, validità tecnologica, durata dei materiali, chiarezza dei disegni e complessità realizzativa. Il manufatto doveva essere concepito per una prova di costruzione della durata massima compresa tra quattro e sei ore. La panchina, insomma, doveva avere qualche possibilità di sopravvivere fuori dal computer.

Ediltrophy è promosso da Formedil Italia e coinvolge studenti che si stanno formando nella progettazione architettonica e nel settore delle costruzioni. La Scuola Costruzioni Andrea Palladio offre un percorso triennale che alterna lezioni, laboratorio, stage e visite didattiche, al termine del quale si consegue la qualifica professionale di Operatore edile.

Dal premio al marciapiede

Il secondo posto vale un premio di 1.500 euro, al lordo delle ritenute previste. La consegna ufficiale avverrà il 10 ottobre al SAIE di Bologna, la fiera dedicata alle costruzioni, alla progettazione e agli impianti.

Formedil ha annunciato che i lavori selezionati saranno condivisi con gli enti territoriali impegnati nelle future gare di messa in opera, così da valutarne una possibile realizzazione. Bench Brick, dunque, potrebbe uscire dalle tavole tecniche.

I quattro studenti vorrebbero costruirla e donarla alla città di Vicenza. Sarebbe il passaggio capace di dare una misura precisa al progetto: pioggia, sole, biciclette appoggiate male, telefoni sempre scarichi e persone vere che si siedono. Bench Brick ha già superato la giuria. Ora deve coprire la distanza più difficile per qualunque progetto urbano: quella tra il rendering e il marciapiede.

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