Questa è ora la turbina eolica più alta del mondo: è in Germania e sfiora i 365 metri

A Schipkau, nel Brandeburgo, una turbina eolica ha raggiunto i 365 metri di altezza complessiva, diventando la più alta al mondo. Il mozzo si trova a 300 metri dal suolo e l’impianto, ormai arrivato alla quota definitiva, dovrebbe entrare ufficialmente in funzione a novembre. Mancano soltanto tre metri per raggiungere la Torre della televisione di Berlino. Per un impianto eolico terrestre, insomma, il concetto di “alto” ha appena cambiato scala.

Il progetto è stato sviluppato da GICON per la Bundesagentur für Sprunginnovationen, l’agenzia federale tedesca per le innovazioni dirompenti, conosciuta come SPRIND. L’obiettivo non consiste semplicemente nel mettere una turbina molto grande sopra una torre ancora più grande: l’impianto vuole raggiungere strati dell’atmosfera dove il vento soffia con maggiore intensità e soprattutto con maggiore continuità.

Una torre che si allunga dopo aver montato la turbina

La parte più interessante sta nella costruzione. Il GICON-Höhenwindturm utilizza una struttura reticolare in acciaio con una torre interna telescopica. La turbina viene montata quando si trova ancora a una quota più gestibile; poi l’intera parte interna viene sollevata fino alla posizione definitiva.

Per raggiungere i 300 metri del mozzo, il segmento interno è stato fatto salire attraverso uno speciale sistema di sollevamento a funi e quindi bloccato nella posizione finale. Una soluzione che evita di dover lavorare con turbine e pale direttamente a quelle altezze durante tutte le fasi di montaggio, come spiega GICON nella scheda tecnica del progetto.

La struttura non è esattamente leggera: per il solo traliccio sono state utilizzate oltre 2.000 tonnellate di acciaio e circa 22 mila componenti. Sopra è installata una turbina Vensys con una potenza nominale di 3,8 MW. Per le generazioni successive GICON punta già a superare i 7 MW.

A 300 metri il vento cambia

Prima di costruire il gigante, il progetto ha passato un anno a misurare ciò che succede lassù. Tra maggio 2023 e maggio 2024 un mast di misurazione alto 300 metri, installato nella stessa zona, ha raccolto dati sulle condizioni del vento. Secondo SPRIND, le rilevazioni hanno confermato che a quella quota il vento risulta più forte e continuo rispetto alle altezze normalmente sfruttate dagli impianti terrestri.

Da questi dati arriva anche la promessa più interessante del progetto. Secondo GICON, a parità di diametro del rotore una turbina con il mozzo a 300 metri potrebbe ottenere circa il doppio dell’energia rispetto a una macchina convenzionale installata alle altezze oggi più comuni.

Qui serve però tenere i piedi a terra, per quanto possa sembrare poco coerente parlando di una torre da 365 metri. La turbina pilota deve ancora iniziare a produrre elettricità, quindi il raddoppio riguarda le stime elaborate a partire dalle misurazioni del vento, non un risultato operativo già verificato sul nuovo impianto.

GICON aveva indicato per questa prima macchina una produzione prevista di almeno 18 milioni di kWh all’anno, circa 18 GWh, sufficienti secondo i calcoli dell’azienda a coprire i consumi di circa 6.000 famiglie. La stima compare nella documentazione pubblicata all’avvio dei lavori in quota. La verifica arriverà quando le pale cominceranno effettivamente a girare.

Una “seconda fila” sopra i parchi eolici esistenti

L’altezza serve anche a provare a risolvere uno dei problemi più concreti dell’eolico terrestre: trovare spazio per nuovi impianti. L’idea di GICON e SPRIND è utilizzare queste turbine come una sorta di secondo livello sopra i parchi eolici esistenti. Le macchine tradizionali continuerebbero a raccogliere il vento alle quote inferiori, mentre quelle alte intercetterebbero correnti diverse centinaia di metri più sopra. Più produzione, quindi, sfruttando superfici già destinate all’energia eolica.

GICON stima che in Germania potrebbero esserci le condizioni per installare fino a 4.000 torri di questo tipo nei parchi già esistenti. È una valutazione dell’azienda, ancora tutta da confrontare con costi industriali, autorizzazioni, caratteristiche dei singoli siti e risultati reali della prima macchina.

Ed è proprio la possibilità di produrre in serie a decidere se il gigante di Schipkau resterà una meraviglia ingegneristica isolata oppure diventerà un nuovo modello per l’eolico terrestre. SPRIND e GICON stanno già preparando il passaggio successivo e discutendo con operatori del settore interessati alla tecnologia.

Il record nasce in una regione costruita sul carbone

C’è poi il luogo. Schipkau si trova nella Lusazia, una delle grandi regioni tedesche legate per decenni all’estrazione della lignite. Qui il paesaggio porta ancora i segni delle miniere a cielo aperto e, contemporaneamente, ospita sempre più impianti rinnovabili.

La turbina record svetta proprio sopra questo territorio, circondata da pale molto più basse, generalmente comprese tra 150 e 250 metri. Una vecchia regione del carbone trasformata anche in banco di prova per vedere fin dove si possa spingere l’eolico terrestre. Letteralmente.

Ora servono i numeri che contano più del primato. L’impianto dovrebbe entrare in funzione a novembre e da quel momento potranno essere misurati produzione reale, continuità, manutenzione e costi. I 365 metri sono già certificati. Il resto comincerà a misurarlo il vento.

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