Questa start up francese trasforma le finestre in pannelli solari che producono energia senza perdere la trasparenza

Un metro quadrato di vetro produce fino a 35 watt di picco e continua a lasciar passare più dell’80% della luce. È il dato con cui il CNRS presenta il vetro fotovoltaico trasparente sviluppato in Francia dal Laboratorio di reattività e chimica dei solidi dell’Università della Piccardia Jules Verne e portato verso l’industrializzazione dalla startup Crystal Energy.

Dentro il doppio vetro ci sono pigmenti sintetici che catturano soprattutto il vicino infrarosso, una parte della radiazione solare invisibile ai nostri occhi, e la trasformano in elettricità. La stanza continua quindi a ricevere luce, gli oggetti conservano colori riconoscibili e la finestra aggiunge un secondo lavoro a quello che già svolge. Con una certa discrezione, almeno lei.

La corrente arriva dalla luce che non vediamo

Il sistema deriva da oltre dieci anni di ricerca e riprende alcuni meccanismi della fotosintesi. Quando la radiazione infrarossa colpisce le molecole fotoattive inserite nel vetro, queste si eccitano e avviano il processo elettrochimico che genera corrente.

La parte difficile consiste nel selezionare la luce giusta. Una normale cella solare assorbe buona parte dello spettro visibile e appare scura; una finestra deve continuare a fare entrare il giorno. Il gruppo guidato da Frédéric Sauvage, direttore di ricerca del CNRS, ha quindi sviluppato pigmenti che lavorano prevalentemente oltre gli 800 nanometri, dove l’occhio umano non arriva.

Il principio era stato descritto nel 2021 in uno studio pubblicato su JACS Au. Le celle sperimentali raggiungevano un’efficienza di conversione del 3,1% e lasciavano passare fino al 76% della luce visibile. Erano dispositivi di laboratorio, distanti per dimensioni e struttura da una finestra pronta da montare; dimostravano però che una cella fotovoltaica poteva produrre energia senza assumere il consueto aspetto bluastro o scuro.

Nel prototipo più recente, secondo il CNRS, la trasmissione luminosa media può superare l’80% e l’indice di resa cromatica raggiunge 96, un valore vicino a quello di un comune doppio vetro. La tecnologia utilizza inoltre circa 20 milligrammi di sostanze assorbenti per metro quadrato e, stando ai ricercatori, evita materiali critici o tossici. Milligrammi: il pigmento pesa meno dell’entusiasmo del comunicato stampa.

Quei 35 Wc vanno letti per quello che sono

I 35 Wc per metro quadrato indicano la potenza massima ottenibile in condizioni standard. Non rappresentano la produzione continua della finestra, che varierà con orientamento, ombre, stagione, inclinazione e quantità di luce ricevuta.

La resa per superficie è decisamente inferiore a quella dei pannelli opachi in silicio. Secondo il Fraunhofer Institute for Solar Energy Systems, i moduli commerciali più efficienti sfiorano ormai il 25% di efficienza, equivalente a una potenza molto superiore per metro quadrato in condizioni standard. La luce visibile, nel vetro trasparente, attraversa la finestra invece di essere utilizzata per generare altra corrente.

Il suo possibile vantaggio riguarda quindi le superfici sulle quali un pannello tradizionale difficilmente trova posto: finestre, facciate continue, lucernari, pensiline e parapetti. In un edificio rivestito di vetro, anche una produzione modesta per metro quadrato può sommarsi lungo superfici molto estese. La tecnologia potrebbe affiancare il fotovoltaico da tetto, senza la pretesa di sostituirlo con una parete trasparente e molti buoni propositi.

Il passaggio più difficile comincia fuori dal laboratorio

Nel 2025 Crystal Energy ha ottenuto una licenza esclusiva per sviluppare i brevetti nati dalla ricerca pubblica. La società francese SATT Nord aveva investito 408mila euro nel progetto per aumentare la stabilità delle molecole e passare a dimensioni maggiori, annunciando un dimostratore da un metro quadrato. Nel marzo 2026 il CNRS dedicava ancora alla tecnologia un approfondimento centrato sul percorso dal brevetto alla startup.

La prova decisiva riguarda adesso la durata. Una finestra deve resistere per decenni a raggi ultravioletti, umidità, gelo, calore e continui sbalzi di temperatura. Deve conservare trasparenza, isolamento e produzione elettrica, oltre a poter essere fabbricata, certificata e installata a un prezzo sostenibile.

Sul proprio sito Crystal Energy parla di funzionamento per decenni, assenza di degrado e manutenzione praticamente nulla. Sono obiettivi dichiarati dall’azienda; non risultano ancora pubblicati test indipendenti pluriennali su vetri di dimensioni commerciali, né dati completi su costo, rendimento annuale reale e data di arrivo sul mercato. Una durata di trent’anni, del resto, richiede qualcosa di più impegnativo di una pagina web aperta nel 2025.

Il vetro fotovoltaico trasparente ha superato la fase della semplice molecola interessante e si sta misurando con superfici abbastanza grandi da assomigliare a una finestra. Il passaggio successivo sarà dimostrare che sa comportarsi come tale anche dopo molte estati, molti inverni e parecchi lavavetri.

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