Questo è l’unico vulcano al mondo che erutta lava nera che si trasforma in una patina bianca come la neve

La lava esce nera, lucida e sorprendentemente fluida. Poi passano alcune ore, arriva l’umidità e sulla superficie comincia a comparire una patina bianca. Nel giro di uno o due giorni una colata dell’Ol Doinyo Lengai, nel nord della Tanzania, può assumere l’aspetto di qualcosa che con un vulcano sembrerebbe avere ben poco a che fare: neve.

Neve, ovviamente, non è. A produrre quella trasformazione è la chimica di una lava talmente insolita da rendere questo stratovulcano di 2.962 metri un caso praticamente senza compagnia. Il Global Volcanism Program dello Smithsonian Institution lo descrive come l’unico vulcano conosciuto ad aver eruttato carbonatiti in epoca storica.

Una lava a 500 gradi che di giorno sembra fango nero

Chiamarla lava “fredda” richiede una certa elasticità: stiamo comunque parlando di circa 500-600 °C. Per un essere umano rimane un modo molto efficace di procurarsi ustioni gravissime. Per un magma, però, è una temperatura insolitamente bassa: molte lave silicatiche eruttano attorno o oltre i mille gradi. Durante una spedizione del 1988 sull’Ol Doinyo Lengai furono misurate temperature comprese tra circa 495 e 544 °C, come riportato dallo Smithsonian Global Volcanism Program.

La differenza sta nella composizione. La maggior parte delle lave che conosciamo è ricca di silicati. Qui domina invece una natrocarbonatite, una lava ricchissima di carbonati di sodio, potassio e calcio. Tra i minerali caratteristici ci sono nyerereite e gregoryite. Le analisi delle lave dell’Ol Doinyo Lengai mostrano una composizione eccezionale, con pochissima silice rispetto ai magmi vulcanici più comuni, come documentato anche negli studi petrologici dedicati alle natrocarbonatiti del vulcano.

È proprio questa composizione a permettere al magma di eruttare a temperature molto più basse e a conferirgli una viscosità estremamente ridotta. Le colate possono quindi muoversi rapidamente e, alla luce del giorno, apparire nere o bruno scuro, più simili nell’aspetto a fango molto fluido che alla classica lingua di lava arancione. Anche l’US Geological Survey ha raccontato questa caratteristica definendo quella dell’Ol Doinyo Lengai la lava più “cool” del mondo, giocando inevitabilmente sul doppio significato inglese della parola.

Perché la lava nera diventa bianca

Il passaggio dal nero al bianco comincia quasi subito dopo l’eruzione. E qui il semplice raffreddamento non basta a spiegare quello che vediamo.

I minerali della natrocarbonatite sono molto reattivi quando incontrano acqua e umidità atmosferica. Studi sulle trasformazioni mineralogiche delle lave dell’Ol Doinyo Lengai hanno osservato che già poche ore dopo l’eruzione la superficie nera può iniziare ad alterarsi, con la formazione di depositi chiari e polverosi di nuovi carbonati. Pioggia e acqua accelerano ulteriormente il processo. Il fenomeno è stato studiato direttamente attraverso analisi mineralogiche delle natrocarbonatiti fresche e alterate.

Le osservazioni sul campo rendono il cambiamento parecchio visibile. Nel giugno 1988 le colate appena eruttate erano nere; nelle ore e nei giorni successivi cominciarono a mostrare superfici sempre più chiare.

Non esiste quindi un cronometro universale che trasformi tutta la lava in bianco dopo un numero preciso di ore: umidità, pioggia, esposizione e condizioni della colata cambiano la velocità delle reazioni.

Con il passare del tempo la trasformazione continua. I carbonati originari reagiscono ancora con acqua e atmosfera, dando origine a minerali secondari e a superfici sempre più friabili, pallide e polverose. Il risultato sono croste bianche, grigie e screpolate che regalano alla sommità quell’aspetto quasi lunare.

Per i Maasai è la “Montagna di Dio”

L’eccezione geologica ha anche un altro significato. Ol Doinyo Lengai significa “Montagna di Dio” in lingua maa ed è un luogo sacro per le comunità Maasai dell’area.

Il vulcano si trova nell’East African Rift, poco a sud del lago Natron, all’interno del Ngorongoro-Lengai UNESCO Global Geopark. Anche l’UNESCO ne sottolinea sia l’eccezionalità geologica sia il valore culturale per le comunità locali.

Il primato, quindi, è più preciso di quanto possa sembrare in un video spettacolare: l’Ol Doinyo Lengai non produce semplicemente una “strana lava bianca”. La lava appena eruttata è scura, eccezionalmente povera di silice e ricca di carbonati; il bianco arriva dopo, quando comincia l’alterazione a contatto con l’ambiente.

La cima può sembrare innevata, ma il gelo non c’entra nulla. Sotto quel bianco ci sono i resti trasformati di una lava uscita dal vulcano a centinaia di gradi. Una nevicata decisamente poco consigliabile da prendere in mano.

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