È un robot domestico alto poco più di un metro, gira per casa su ruote e, se gli mostri per mezz’ora dove vanno scarpe, ciotole e lettiera, prova a rifarlo da solo. Si chiama Flourish 1, è stato sviluppato dalla startup francese Flourish Robots e i primi esemplari sono attesi da dicembre 2026. Niente codice da scrivere: lo si guida dallo smartphone, gli si mostra più volte una routine e lui la trasforma in un compito da ripetere in autonomia.
Almeno, quando tutto fila liscio. Secondo l’azienda, oggi Flourish 1 completa correttamente le attività apprese in circa l’80% dei tentativi. Una volta su cinque, quindi, conviene ancora controllare dove siano finite le scarpe. I primi 50 esemplari saranno numerati da 01 a 50. Il prezzo è di 3.555 dollari, con un deposito di 1.555 dollari rimborsabile fino alla spedizione. Più che un maggiordomo pronto a prendersi casa, per ora siamo ancora nella fase degli early adopter con parecchia fiducia nella tecnologia e qualche faccenda da recuperare a mano.
Gli fai vedere la faccenda e lui prova a rifarla
Il sistema di apprendimento è probabilmente la parte più interessante. Nell’app si scompone prima il lavoro nei vari passaggi: raggiungere l’ingresso, prendere una scarpa, portarla nel mobile, lasciarla dentro, tornare indietro. Poi si pilota il robot dal telefono più volte e da posizioni diverse per circa 30 minuti. Dopo una fase di elaborazione di circa un’ora, la nuova routine può essere richiamata con la voce oppure programmata a un orario preciso.
L’obiettivo è insegnargli le abitudini di quella casa, compresa la posizione degli oggetti e dei punti in cui devono essere sistemati. Flourish mostra tra gli esempi il riordino delle scarpe, la pulizia della lettiera del gatto, il riempimento della ciotola dell’acqua e altre piccole incombenze quotidiane. Le attività create da altri proprietari potranno inoltre essere pubblicate in uno store dedicato e installate dagli altri utenti in pochi secondi.
Il robot è alto circa 1,09 metri, pesa una ventina di chili, si muove su ruote e può sollevare circa 1,5 kg. L’autonomia dichiarata arriva a 12 ore. La scelta delle ruote e di bracci relativamente leggeri serve anche a contenere costi e complessità: Flourish 1 nasce espressamente per la casa, senza la pretesa di avere la forza e la mobilità dei robot progettati per fabbriche e ambienti industriali.
Le scale restano fuori dal programma
Per ora, però, il curriculum domestico ha qualche buco. Flourish 1 non sale le scale, non sa ancora piegare il bucato, può trasportare solo oggetti piuttosto leggeri e le sue mani non sono impermeabili. Il sogno di affidargli casa e rientrare la sera trovando tutto perfetto può quindi aspettare qualche aggiornamento.
C’è poi quel dato dell’80%. Flourish Robots sostiene di essere passata da circa il 60% di successo un anno fa all’80% attuale, con l’obiettivo dichiarato di arrivare al 99%. Sono però numeri forniti dall’azienda su una tecnologia appena arrivata in prevendita: non equivalgono a una prova indipendente condotta nelle case di centinaia di persone. E con soli 50 esemplari iniziali, il test sul campo deve praticamente ancora cominciare.
Le telecamere entrano in casa, e una parte dei dati esce
Il capitolo privacy merita qualche attenzione in più, anche perché Flourish 1 deve osservare l’ambiente per muoversi e imparare. La privacy policy di Flourish Robots specifica che le registrazioni utilizzate per insegnare nuove attività richiedono il consenso dell’utente e possono comprendere immagini delle stanze, oggetti, persone e animali presenti in casa.
Durante il normale funzionamento, invece, i dati di telecamere e sensori vengono trasmessi tra il robot e i server dell’azienda per consentire al sistema di prendere decisioni. Flourish assicura che questi flussi vengono elaborati e poi scartati, senza essere conservati. Le registrazioni autorizzate per l’addestramento possono essere utilizzate per migliorare i modelli e cancellate successivamente dall’app.
Per gli utenti europei c’è un dettaglio ulteriore: Flourish Robots Corporation dichiara di avere sede negli Stati Uniti e che anche la propria infrastruttura si trova lì. I dati degli utenti europei vengono quindi trasferiti e trattati negli USA; l’azienda afferma di utilizzare le clausole contrattuali standard della Commissione europea per questi trasferimenti.
Anche l’idea di un robot completamente autonomo e locale va quindi presa con cautela. Il prezzo comprende sei mesi di elaborazione cloud per le funzioni avanzate di intelligenza artificiale; successivamente il servizio viene indicato a 50 dollari al mese, in forma opzionale, oppure può essere sostituito utilizzando una propria GPU.
Flourish 1 arriva insomma in quella fase curiosa in cui il robot domestico generalista comincia ad assomigliare a un prodotto comprabile, pur portandosi dietro parecchi asterischi. Può già raccogliere le scarpe e occuparsi della lettiera. Per 3.555 dollari, però, stirare continua ancora a toccare agli umani. O a chi ha deciso saggiamente di non farlo.