La quinta ondata di caldo porta anche la sabbia del Sahara sull’Italia: cieli gialli e picchi di 44 °C, quando finirà?

Un’atmosfera surreale, lattiginosa e opalescente ha avvolto i cieli italiani, trasformando il paesaggio del Centro-Sud, della Sicilia e della Sardegna in uno scenario quasi spettrale. L’arrivo contemporaneo della quinta ondata di caldo dell’estate e di un’enorme nube di pulviscolo sahariano sta opprimendo il Paese con temperature che sfiorano picchi eccezionali tra i 40 e i 44 gradi. Il fenomeno, monitorato con attenzione dai satelliti europei del programma Copernicus, è generato da una profonda area di bassa pressione posizionata a ovest dell’Europa che, ruotando in senso antiorario, funziona da potente motore aspirante per le correnti roventi dal deserto.

I rischi per la salute e l’aumento delle polveri PM10 e PM2,5

L’ingente quantità di particelle in sospensione ha fatto impennare le concentrazioni di particolato atmosferico, con un forte incremento delle PM10 e delle PM2,5. Come ricordato dalle direttive dell’Organizzazione mondiale della sanità, l’inalazione di queste micro-polveri desertiche può provocare irritazioni a occhi e gola, tosse prolungata e complicazioni respiratorie.

La massima cautela è rivolta ai soggetti vulnerabili, in particolare chi soffre di asma e broncopneumopatie croniche, oltre a bambini e anziani. Per limitare l’esposizione nelle aree urbane, gli esperti consigliano di evitare attività fisiche intense all’aperto e di consultare costantemente i bollettini dei rilievi forniti dalle agenzie ambientali.

Le regioni più colpite: Sardegna, Sicilia e Sud Italia oltre i 40 gradi

Il vero epicentro del grande caldo sarà rappresentato dalle due Isole Maggiori. In Sardegna e Sicilia le temperature massime supereranno agevolmente i 40 gradi, con picchi locali che nella giornata di venerdì e durante il weekend potranno spingersi fino a 43-44°C nelle pianure e nelle vallate interne lontano dal mare.

Condizioni da bollino rosso anche in Calabria, Puglia e Basilicata, dove la combinazione tra calore estremo e tassi di umidità elevati renderà il clima afoso e insopportabile anche durante le ore notturne, quando le temperature minime stenteranno a scendere sotto i 24-25 gradi (le ormai purtroppo famose “notti tropicali“).

Il clima al Centro-Nord: affanno nelle zone interne e primi temporali

Sulle regioni centrali come Lazio, Toscana, Umbria e Marche, il termometro salirà con decisione toccando punte di 37-38°C, in particolare nelle aree urbane e nelle conche interne come la valle del Tevere e la provincia di Terni. Al Nord, pur rimanendo ai margini dell’influsso più rovente, si percepirà un caldo afoso e opprimente sulla Pianura Padana, con valori compresi tra i 33 e i 35 gradi.

Tuttavia, la parte settentrionale della Penisola sarà la prima a scorgere un cambiamento: già nella giornata di oggi sulle zone alpine e prealpine si manifesteranno i primi temporali di calore, precursore delle correnti fresche atlantiche che da lunedì valicheranno le Alpi per scalzare la bolla africana e riportare le temperature verso la media stagionale.

Un’estate da record storico secondo i dati Copernicus

Questo nuovo impulso bollente si inserisce in un contesto globale di riscaldamento anomalo che sta segnando la stagione estiva 2026. Le misurazioni storiche elaborate da Copernicus confermano che il mese di giugno è risultato il secondo più caldo mai registrato in Europa, con un’anomalia termica di +1,78 gradi rispetto alla media 1991-2020. Il dato si fa ancora più drammatico analizzando l’Europa occidentale, dove il bimestre giugno-luglio ha stabilito il record assoluto di calore dal 1979 ad oggi, registrando un picco di ben +2,79 gradi sopra le medie stagionali. Ciò che a metà agosto era sembrato un calo termico al Nord rappresentava soltanto un temporaneo ritorno alle temperature normali del periodo.

Le previsioni per il weekend e la pioggia con effetto wash-out

La morsa del caldo e della sabbia continuerà a farsi sentire su livelli di guardia per tutto il fine settimana, mantenendo i cieli coperti da una patina rossastra. La svolta meteo arriverà solo con l’inizio della prossima settimana, quando l’ingresso di correnti fresche atlantiche favorirà il dissolvimento della bolla africana. Il graduale passaggio di temporali di instabilità darà vita al tipico fenomeno del wash-out: le gocce di pioggia cattureranno il pulviscolo sahariano facendolo precipitare al suolo, lasciando la caratteristica patina di sabbia su auto e superfici ma restituendo, finalmente, un’aria più pulita e respirabile.

Fonte: Meteo Aeronautica Militare

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