L’anno scolastico è già iniziato e molte famiglie stanno affrontando un nuovo passaggio digitale: l’accesso al registro elettronico tramite identità digitale. In diversi istituti, infatti, le vecchie credenziali con nome utente e password stanno lasciando spazio all’autenticazione attraverso SPID o Carta d’identità elettronica (CIE).
La modifica punta a rendere più sicuro l’utilizzo dei servizi scolastici online, seguendo il modello già adottato per molte piattaforme della Pubblica amministrazione. Nella pratica, però, il cambio di sistema sta creando qualche difficoltà: non tutti hanno già attivato lo SPID, configurato la CIE o recuperato i codici necessari per utilizzarla.
Il problema riguarda soprattutto quelle famiglie che si trovano davanti alla richiesta di una nuova modalità di accesso proprio quando devono consultare comunicazioni scolastiche, assenze, voti o avvisi dell’istituto.
Perché il registro elettronico richiede SPID o CIE
L’obiettivo del nuovo sistema è superare la presenza di molteplici credenziali diverse per ogni servizio, introducendo un’identità digitale verificata.
Lo SPID e la CIE consentono infatti di riconoscere in modo più sicuro l’utente che accede alla piattaforma. Il principio è lo stesso utilizzato per altri servizi pubblici online: una sola identità digitale può essere utilizzata per diversi strumenti.
Per gli studenti più piccoli, l’accesso al registro elettronico resta normalmente affidato ai genitori o ai tutori. Alle scuole superiori, invece, anche gli studenti possono accedere autonomamente, se dispongono di un’identità digitale compatibile, come lo SPID per minorenni o la CIE.
Il passaggio non è automatico per tutti
Uno degli aspetti che ha creato maggiore confusione riguarda il fatto che possedere una carta d’identità elettronica non significa necessariamente poterla già utilizzare online.
La CIE deve infatti essere attivata per i servizi digitali e richiede l’utilizzo dei codici personali PIN e PUK. Anche lo SPID necessita di una procedura di registrazione, riconoscimento dell’identità e gestione delle credenziali.
Per questo alcune famiglie, pur avendo già gli strumenti necessari, si sono trovate bloccate al momento dell’accesso.
Come attivare lo SPID
Per ottenere lo SPID bisogna scegliere un gestore autorizzato e completare la procedura di identificazione.
Generalmente sono necessari:
- un documento d’identità valido;
- la tessera sanitaria o il codice fiscale;
- un indirizzo email;
- un numero di telefono cellulare.
Dopo la registrazione bisogna completare il riconoscimento dell’identità, che può essere effettuato con diverse modalità, ad esempio online oppure recandosi presso punti abilitati.
Una volta conclusa la procedura, lo SPID può essere utilizzato per accedere ai servizi compatibili, compreso il registro elettronico quando previsto dall’istituto scolastico.
Come usare la CIE al posto dello SPID
La Carta d’identità elettronica rappresenta un’alternativa allo SPID per accedere ai servizi digitali della Pubblica amministrazione e ai sistemi che la supportano.
Per utilizzarla servono:
- la carta d’identità elettronica;
- l’app CieID installata sullo smartphone;
- un telefono dotato di tecnologia NFC;
- i codici PIN e PUK della carta.
Dopo aver configurato la CIE nell’app, è possibile utilizzarla per autenticarsi nei servizi online.
PIN e PUK della CIE: cosa sono e perché servono
I codici PIN e PUK sono fondamentali per utilizzare la carta elettronica.
Il PIN consente di autorizzare l’accesso ai servizi digitali, mentre il PUK serve principalmente per sbloccare la carta quando il PIN viene bloccato dopo tre tentativi errati consecutivi.
Entrambi sono composti da otto cifre e vengono consegnati in due momenti diversi: una parte viene fornita dal Comune al momento della richiesta della CIE, mentre la seconda parte arriva insieme alla carta.
Come recuperare il PIN della CIE
Se è stato smarrito il PIN ma si possiede ancora il PUK, è possibile crearne uno nuovo attraverso l’app CieID.
La procedura prevede:
- aprire l’app CieID;
- entrare nella sezione dedicata alla gestione della carta;
- scegliere la funzione di sblocco;
- inserire il codice PUK;
- impostare un nuovo PIN.
Dopo questi passaggi la carta torna disponibile per gli accessi digitali.
Come recuperare il PUK della CIE
Se invece sono stati persi anche i codici PUK, il recupero può essere effettuato online in determinate condizioni.
È possibile utilizzare la funzione di recupero PUK dell’app CieID se, al momento del rilascio della carta, sono stati comunicati al Comune un numero di telefono o un indirizzo email.
Per completare la procedura servono:
- uno smartphone con NFC;
- il numero identificativo della CIE;
- i recapiti comunicati durante la richiesta della carta.
Dopo la richiesta, il sistema permette di ricevere le indicazioni necessarie per recuperare il codice e procedere alla nuova configurazione.
Se invece non sono disponibili i contatti associati alla carta o la procedura online non è possibile, bisogna rivolgersi all’ufficio anagrafe del Comune con un documento valido per chiedere assistenza e aggiornare i propri dati.
Cosa fare se il registro elettronico non permette ancora l’accesso
Con le lezioni già iniziate, chi riscontra problemi dovrebbe verificare innanzitutto quale sistema di autenticazione è stato adottato dalla propria scuola.
È utile controllare:
- se lo SPID è attivo e funzionante;
- se la CIE è stata configurata correttamente;
- se PIN e PUK sono disponibili;
- se l’app CieID è aggiornata e collegata alla carta.
Se il problema non dipende dall’identità digitale, la soluzione può essere contattare direttamente la segreteria scolastica: ogni istituto può infatti gestire tempi e modalità tecniche del passaggio al nuovo sistema.
L’obiettivo è arrivare a un accesso più semplice e uniforme, ma nella fase di transizione molte famiglie devono ancora completare gli ultimi passaggi per poter utilizzare senza difficoltà il registro elettronico.
Fonte: Gazzetta Ufficiale