Roma muove un passo decisivo verso la sicurezza sanitaria della comunità grazie all’iniziativa Roma Defibrilla, promossa dall’amministrazione di Roberto Gualtieri. Il cuore del provvedimento risiede nella proposta di modifica al Regolamento per la somministrazione di alimenti e bevande, approdata in Assemblea capitolina. La nuova normativa introduce l’obbligo di installare un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) per tutte le attività di ristorazione con una superficie aperta al pubblico superiore a 250 metri quadrati.
Questo intervento normativo coinvolgerà in modo diretto oltre 1.800 esercizi commerciali sparsi nell’intero tessuto urbano della Capitale. L’impatto stimato della misura sarà imponente: la rete cittadina di apparecchiature salvavita passerà dalle circa 2.000 unità attualmente censite a oltre 4.000, raddoppiando di fatto la presenza capillare di presidi per il soccorso tempestivo.
“Roma defiBRILLA” è il progetto di Roma Capitale per rendere Roma una città sempre più cardioprotetta. L’iniziativa prevede l’obbligo di installare un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) nelle attività con superficie superiore a 250mq.
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I protagonisti dell’iniziativa e la formazione per cittadini ed esercenti
La genesi della proposta nasce dalla sensibilità delle istituzioni locali e da testimonianze dirette di vita salvata. Tra i promotori figurano Sandro Petrolati, consigliere capitolino di Demos, Lorenzo Marinone, presidente della Commissione Bilancio, ed Andrea Alemanni, presidente della Commissione Commercio, affiancati dall’assessora alle Attività Produttive Valeria Baglio.
Per trasformare le attività commerciali in veri e propri presidi di prevenzione, il progetto integra una rete di corsi di formazione gratuita rivolti all’intera cittadinanza e al personale dei locali. La gestione delle prenotazioni avverrà tramite una piattaforma informatica curata da Farmacap, consentendo di selezionare date e sedi secondo la disponibilità. L’iniziativa poggia sul coordinamento scientifico del Dipartimento di Scienze Mediche e Cardiovascolari della Sapienza Università di Roma, affiancato da partner d’eccellenza come ARES 118, IRCCS Lazzaro Spallanzani, Fondazione Giorgio Castelli, Rete Emergenze ODV ed E il tuo cuore batte ancora APS.
L’importanza dei primi minuti contro l’arresto cardiaco extraospedaliero
In Italia si contano ogni anno circa 60.000 casi di arresto cardiaco extraospedaliero, eventi in cui la rapidità dei primi interventi determina le probabilità di sopravvivenza del paziente. Poiché i primi minuti dall’insorgenza della crisi sono decisivi per evitare danni irreversibili, la presenza di un dispositivo DAE all’interno di un ristorante di grandi dimensioni consente a chiunque di agire prima dell’arrivo dei soccorsi medici.
Riconoscere ai locali pubblici una funzione sociale di tutela della salute trasforma la rete del commercio romano in una garanzia diffusa per residenti, lavoratori e turisti. L’integrazione tra la dotazione tecnologica negli esercizi e l’apprendimento delle corrette manovre di rianimazione cardiopolmonare costituisce il pilastro di una strategia ambiziosa, destinata a posizionare la Capitale come modello all’avanguardia nell’ambito della sicurezza e della prevenzione sanitaria sul territorio nazionale.
Fonte: Roma Capitale