Il Distretto Sardegna Bio è la migliore regione biologica d’Europa. Lo ha deciso la giuria degli EU Organic Awards 2026, i premi che dal 2022 l’Unione europea assegna a chi si distingue nella filiera del biologico. La premiazione si è svolta il 23 settembre a Bruxelles, nella Giornata europea del biologico, presso l’edificio Charlemagne della Commissione. Sardegna Bio era in gara nella categoria migliore regione/ biodistretto biologico. Gli altri due finalisti erano la comunità intermunicipale portoghese dell’Alto Tâmega e Barroso e il Pla de Manlleu, in Catalogna. Il riconoscimento non prevede premi in denaro, pur garantendo buona visibilità a livello europeo.
Che cos’è un biodistretto
Secondo il regolamento del concorso, un biodistretto è un territorio in cui agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni ed enti pubblici sottoscrivono un accordo per gestire le risorse locali secondo i principi dell’agricoltura biologica. La categoria è organizzata dal Comitato europeo delle Regioni, della giuria fanno parte anche Commissione, Parlamento e Consiglio Ue, Copa-Cogeca e IFOAM Organics Europe.
I numeri del distretto sardo
Nato nel 2021, Sardegna Bio è il primo e il più grande distretto biologico italiano. Copre 24.090 chilometri quadrati, l’intera superficie dell’isola, e riunisce circa 2.600 aziende biologiche su 184mila ettari certificati. Secondo il distretto, la Sardegna è oggi la sesta regione italiana per superficie coltivata a biologico.
A ritirare il premio sono stati il presidente Andrea Campurra, che guida anche la Rete nazionale dei distretti biologici, e il vicepresidente Giorgio Demurtas, presidente di Coldiretti Cagliari. Campurra ha spiegato che il distretto ha dato una casa a chi in Sardegna ha sempre creduto nel biologico, spesso con grandi sacrifici. Per l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Agus si tratta di un grande risultato per l’isola e per i suoi produttori.
Gli altri premiati
L’Italia aveva un’altra finalista, Torino, nella categoria delle città biologiche. Il premio è andato però a Cussac-Fort-Médoc, comune francese della Gironda con poco più di duemila abitanti, dove nelle mense scolastiche il 50% dei prodotti è biologico, e metà delle verdure fresche arriva da un orto comunale accanto alla scuola.
Nell’Unione europea il biologico occupa oggi circa 17 milioni di ettari, intorno all’11% della superficie agricola, mentre la strategia Dal produttore al consumatore fissa l’obiettivo del 25% entro il 2030.
Fonte: agriculture.ec.europa.eu