Scuola: mai così male in scienze, lettura e matematica (ma gli studenti italiani superano la media Ocse)

Mentre il sistema di istruzione globale affronta un arretramento senza precedenti delle competenze di base, l’Italia riesce a resistere e a conquistare posizioni di rilievo. L’edizione 2025 del rapporto Ocse Pisa, condotta su oltre 760 mila studenti di 91 Paesi (in rappresentanza di 33 milioni di quindicenni, con un campione italiano di 8.946 ragazzi di 285 scuole), certifica un quadro preoccupante a livello internazionale: un quindicenne su cinque non raggiunge il livello minimo di preparazione.

In questo scenario di crisi diffusa, l’Italia supera la media Ocse in tutte e tre le aree di valutazione. In scienze, ambito centrale della rilevazione, gli studenti italiani ottengono 483 punti contro la media Ocse di 482, proseguendo un trend di crescita rispetto ai 477 punti del 2022 e ai 468 del 2018. Il risultato più significativo si registra nella comprensione del testo (lettura), dove l’Italia totalizza 474 punti a fronte di una media Ocse ferma a 461, posizionandosi al di sopra di storici punti di riferimento come la Finlandia. Anche in matematica i ragazzi italiani raggiungono 468 punti superando i 463 della media Ocse e scavalcando nazioni come Francia, Germania, Stati Uniti e Svezia, pur a fronte di un fisiologico calo rispetto ai 471 punti registrati nel 2022 e ai livelli di dieci anni fa.

Rapporto OCSE scienze

@Rapporto OCSE

Digitale, intelligenza artificiale e benessere tra i banchi

Accanto ai voti disciplinari, la fotografia scattata dall’Ocse esplora le dinamiche di studio dei giovani nell’era digitale. In Italia un quindicenne su due dichiara di utilizzare chatbot basati sull’intelligenza artificiale almeno una volta alla settimana per svolgere i compiti scolastici, percentuale che nei paesi Ocse si attesta al 46%. L’uso della tecnologia porta con sé importanti fattori di distrazione: il 38% degli studenti italiani osserva che i propri compagni si distraggono frequentemente a causa di tablet e smartphone durante le lezioni, mentre l’impiego dei dispositivi per scopi ricreativi a scuola raggiunge una media di 1,5 ore al giorno.

Un fenomeno parallelo è l’aumento della lettura frettolosa, ovvero una consultazione rapida ma imprecisa delle informazioni, che a livello globale è quasi raddoppiata toccando il 9%. Se il 76% degli studenti Ocse dichiara di sentirsi integrato nella propria scuola (con picchi del 90% in Spagna), l’Italia scivola nelle posizioni di coda: solo il 64% dei quindicenni italiani percepisce un forte senso di appartenenza alla comunità scolastica, mostrando scetticismo verso le capacità di risoluzione dei problemi del proprio istituto. Ciononostante, l’attitudine verso l’istruzione mostra segnali positivi: il 72% si dichiara curioso, il 58% persevera di fronte alle difficoltà e solo il 18% considera la scuola una perdita di tempo, contro il 24% della media internazionale.

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Riduzione dei divari territoriali e persistente disuguaglianza sociale

Un elemento cruciale dell’analisi riguarda la geografia e la composizione sociale dell’apprendimento. La rilevazione attesta una riduzione dei divari storici tra Nord e Sud, confermando i trend già evidenziati dalle ultime rilevazioni Invalsi. Tuttavia, l’estrazione socio-economica della famiglia d’origine continua a esercitare un impatto profondo sulle prestazioni. In scienze, gli studenti appartenenti alla fascia più abbiente ottengono in media 518 punti, contro un divario di ben 80 punti che li separa dai coetanei provenienti da contesti svantaggiati.

Lo status socio-economico spiega circa l’11% delle variazioni nei risultati italiani, un dato leggermente inferiore alla media Ocse del 12%. In questo contesto si distingue la quota degli studenti definiti accademicamente resilienti: circa il 12% dei ragazzi provenienti dalle fasce sociali più deboli riesce a raggiungere i livelli di eccellenza del proprio Paese, dimostrando come la motivazione personale e il supporto educativo possano contrastare lo svantaggio di partenza.

Fonte: Rapporto Ocse Pisa 2025

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