Lo shampoo secco può essere un prezioso alleato quando non abbiamo tempo, siamo fuori casa o vogliamo semplicemente dare una rinfrescata ai capelli tra un lavaggio e l’altro. Spruzzato alla radice, assorbe il sebo in eccesso e fa apparire i capelli meno unti, restituendo anche un po’ di volume.
Proprio perché è così pratico, però, è facile iniziare a usarlo più spesso del necessario. E qui arriva la domanda: quanto possiamo ricorrere allo shampoo secco senza esagerare? E a quali ingredienti dobbiamo fare attenzione in etichetta?
A fare chiarezza è Öko-test che ha analizzato 26 shampoo secchi, tra spray e prodotti in polvere. Il risultato è nel complesso positivo: molti hanno ottenuto la valutazione “molto buono”, anche tra i prodotti economici. Ma il laboratorio ha individuato anche alcuni ingredienti che meritano attenzione.
Prima di tutto è però bene ricordare che lo shampoo secco non lava davvero i capelli. Il suo meccanismo è diverso: sostanze come amidi e componenti minerali assorbono il sebo alla radice, facendo sembrare i capelli più puliti e meno unti. Il normale shampoo, invece, serve a detergere e rimuovere effettivamente sebo e residui.
Per questo lo shampoo secco può essere una soluzione comoda ogni tanto, ma non dovrebbe diventare un sostituto abituale del lavaggio.
Quanto spesso si può usare lo shampoo secco
Non esiste un numero universale di applicazioni a settimana valido per tutti. Il consiglio che emerge dal test è piuttosto quello di considerarlo un prodotto occasionale.
Secondo il dermatologo Christoph Liebich, intervistato dalla rivista tedesca, un uso eccessivo può contribuire alla secchezza e all’irritazione del cuoio capelluto. Se lo shampoo secco viene applicato frequentemente senza lavare i capelli nel frattempo, possono poi accumularsi residui sulla cute.
Öko-test riporta inoltre che alcuni produttori raccomandano al massimo una sola applicazione tra un lavaggio e l’altro. In altre parole, meglio usarlo per “salvare” una giornata in cui non riusciamo a lavare i capelli, piuttosto che trasformarlo in una parte fissa della nostra routine quotidiana.
C’è un ingrediente a cui fare attenzione
La principale criticità emersa dal test riguarda il talco, utilizzato in alcuni shampoo secchi come sostanza assorbente.
Öko-test lo penalizza per ragioni di tutela preventiva dei consumatori. Il motivo è particolarmente interessante: nel 2024 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato il talco privo di amianto come “probabilmente cancerogeno per l’uomo”, inserendolo nel gruppo 2A.
Questo non significa che utilizzare uno shampoo secco contenente talco equivalga a esporsi automaticamente a un rischio cancerogeno. Nel test, inoltre, tutti i produttori interessati hanno fornito certificazioni che attestavano che il talco utilizzato nei loro prodotti era privo di amianto.
Il punto, quindi, è soprattutto quello di ridurre l’esposizione non necessaria, considerando poi che lo shampoo secco viene applicato vicino al viso e può generare particelle che rischiano di essere inalate.
Come capire se uno shampoo secco contiene talco
Qui l’etichetta può diventare una preziosa alleata. Per verificare se il prodotto contiene talco, è semplicissimo, basta cercare nell’elenco degli ingredienti la voce “TALC”. È il nome INCI con cui il talco viene indicato sui cosmetici.
Se vogliamo evitarlo, quindi, possiamo controllare direttamente la lista degli ingredienti prima dell’acquisto, senza doverci affidare esclusivamente alle indicazioni pubblicitarie sulla confezione.
Non bisogna però confondere il talco con gli altri ingredienti assorbenti: molti shampoo secchi utilizzano, per esempio, amido di riso (Oryza Sativa Starch), amido di mais o altri componenti. Nel test la maggior parte dei prodotti utilizzava proprio l’amido di riso come agente assorbente.
Altri ingredienti critici
Il laboratorio ha individuato in alcuni shampoo anche metalli pesanti come arsenico e nichel. Secondo gli esperti tedeschi, queste sostanze possono arrivare nel prodotto, ad esempio, attraverso ingredienti minerali come l’argilla, che può essere naturalmente contaminata da metalli pesanti.
Tra gli altri ingredienti criticati dal test c’è l’idrossicitronellale (Hydroxycitronellal), una sostanza utilizzata nelle profumazioni e considerata potenzialmente problematica per il suo possibile effetto allergizzante.
Per chi ha una pelle o un cuoio capelluto particolarmente sensibile, controllare anche la presenza di sostanze profumanti può quindi essere un’ulteriore precauzione.
Il test ha inoltre penalizzato alcuni prodotti per la presenza di polimeri sintetici, considerati problematici soprattutto dal punto di vista ambientale perché difficili da biodegradare.
Gli shampoo secchi migliori del test
La buona notizia è che non è necessario spendere molto per trovare un prodotto che abbia ottenuto una valutazione positiva. Tra gli shampoo secchi risultati “molto buoni” figurano, secondo i risultati del test, Syoss Volume, Got2b Extra Volume, Guhl 30, Rituals Dry Shampoo e il Cien (Lidl), oltre ad alcuni prodotti a marchio delle catene tedesche.
Si tratta di prodotti facilmente acquistabili anche dai consumatori italiani. Syoss, ad esempio, commercializza lo shampoo secco Volume e la formulazione indicata sul sito ufficiale utilizza anche amido di riso. Anche Rituals vende attualmente in Italia il proprio Dry Shampoo da 200 ml.
Leggermente sotto, ma comunque buoni, sono L’Oréal Paris Elvive Dream Lengths Air Volume e Nivea Fresh Volume.


@Oko-test
Come è stato condotto il test
Öko-test ha analizzato 26 shampoo secchi, acquistati tra farmacie, supermercati, discount e profumerie, compresi tre prodotti di cosmetica naturale certificata. La maggior parte erano spray, mentre tre erano in polvere. I prezzi sono stati confrontati uniformando le quantità a 200 ml per gli spray e 20 g per le polveri, con una fascia compresa tra 1,95 e 13,90 euro.
In laboratorio sono stati ricercati, tra gli altri, profumi allergenici, sostanze problematiche, metalli nei prodotti contenenti minerali e polimeri sintetici, mentre sono stati controllati anche gli imballaggi e le etichette.
Particolare attenzione è stata riservata alla presenza di talco: per i prodotti che lo contenevano, i produttori hanno dovuto fornire certificati che ne attestassero l’assenza di amianto. Sono state inoltre verificate le avvertenze obbligatorie sulle bombolette spray e alcune dichiarazioni ambientali e relative alla composizione delle confezioni.
Come usare correttamente lo shampoo secco
Anche il modo in cui lo utilizziamo fa la differenza. Prima di applicarlo è bene agitare molto bene la bomboletta. Lo spray va poi distribuito sulle radici, evitando di concentrare troppo prodotto in un unico punto. Dopo averlo lasciato agire per il tempo indicato dal produttore, si può massaggiare delicatamente e quindi spazzolare accuratamente i capelli, così da eliminare i residui.
Un’altra precauzione importante riguarda l’inalazione. Gli esperti tedeschi raccomandano di far attenzione a non inalare il prodotto e di utilizzarlo preferibilmente in ambienti ben ventilati, soprattutto nel caso degli shampoo secchi in polvere o contenenti talco.
Fonte: Öko-test