Questo sindaco francese è sceso in piazza per difendere gli studenti dagli scontri con la polizia: “sono dalla parte dei cittadini”

Le immagini che arrivano dalle strade di Parigi hanno visto come protagonista assoluto Bally Bagayoko. Il sindaco di Saint-Denis, esponente del partito di estrema sinistra La France insoumise, ha deciso di scendere personalmente in piazza per affiancare gli studenti durante la grande giornata di mobilitazione nazionale che ha infiammato la Francia. Indossando giacca scura e cravatta rossa, il primo cittadino si è ripetutamente interposto tra i manifestanti e le forze dell’ordine nel tentativo di evitare che gli scontri degenerassero. La situazione è rapidamente precipitata nel caos quando i reparti antisommossa hanno fatto uso di gas lacrimogeni: lo stesso Bally Bagayoko è rimasto intossicato dai fumi, venendo soccorso dai suoi collaboratori che gli hanno versato della soluzione fisiologica sugli occhi per alleviare il bruciore.

La scelta di marciare a fianco dei giovani non è passata inosservata, scatenando reazioni opposte e infiammando il dibattito politico. Poche ore prima di finire al centro dei disordini, il politico aveva chiarito la sua posizione ai microfoni del programma radiofonico trasmesso da RTL affermando:

L’urgenza è ormai la de-escalation, ma soprattutto una risposta politica, non una risposta poliziesca.

Le proteste studentesche, nate per denunciare il degrado strutturale degli edifici scolastici, la carenza di organico e le critiche al sistema di accesso universitario Parcoursup, hanno visto una partecipazione massiccia con centinaia di migliaia di persone in tutto il Paese, non solo studenti ma anche presidi e docenti che hanno aderito alle manifestazioni.

La bufera giudiziaria, le accuse della prefettura e le polemiche istituzionali

La presenza attiva del primo cittadino alle proteste ha immediatamente provocato una durissima reazione da parte delle istituzioni statali. Il prefetto di polizia di Parigi, Patrice Faure, ha infatti trasmesso una segnalazione ufficiale alla procura di Bobigny ai sensi dell’articolo 40 del codice penale per l’ipotesi di reato di provocazione a commettere illeciti.

Al centro delle contestazioni ci sono alcune frasi pronunciate dal sindaco di Saint-Denis davanti al liceo Paul-Éluard, in cui sosteneva che in determinate circostanze la violenza possa apparire legittima come risposta a una repressione sproporzionata. Di fronte alle accuse di apologia della violenza e ai video che lo ritraevano a contatto con i manifestanti, il politico ha risposto con fermezza respingendo ogni strumentalizzazione e ribadendo il proprio impegno per la pacificazione sociale:

Assumo il fatto di essere dalla parte dei miei cittadini e gli studenti sono miei cittadini.

La figura di Bally Bagayoko, eletto trionfalmente al primo turno delle amministrative del 15 marzo 2026 con il 50,77% dei consensi battendo il rivale socialista Mathieu Hanotin, continua a polarizzare l’opinione pubblica francese. Già salito agli onori delle cronache nei mesi precedenti per aver rimosso il ritratto ufficiale del presidente Emmanuel Macron dal proprio ufficio in segno di protesta contro l’abbandono delle periferie, il sindaco incarna oggi la radicalità di un’opposizione che sceglie la strada della piazza anziché quella dei palazzi istituzionali, sfidando apertamente la linea governativa sulla gestione del dissenso giovanile.

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