Un compito assegnato alle otto di sera per la mattina successiva. Una verifica e un’interrogazione nello stesso giorno. Un registro elettronico che, invece di aiutare a organizzare lo studio, diventa per alcuni studenti una fonte di ansia continua.
Su questo tema il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara annuncia in una intervista al portale Skuola.net un nuovo intervento: una circolare più stringente sulle modalità con cui vengono assegnati i compiti a casa.
L’obiettivo dichiarato è evitare che gli studenti ricevano indicazioni all’ultimo momento, quando il tempo per prepararsi è ormai ridotto al minimo.
Il registro elettronico non dovrà essere un assillo serale. ha spiegato Valditara, annunciando una nuova circolare che ribadirà il divieto di assegnare compiti per casa all’ultimo minuto.
Secondo il ministro, inoltre, le consegne dovrebbero essere annotate sul diario cartaceo e non affidate esclusivamente al registro elettronico, così da favorire una maggiore organizzazione dello studio.
Una scelta che riapre però anche una riflessione sul ruolo degli strumenti digitali nella scuola: il registro elettronico è ormai parte della quotidianità di studenti e famiglie, ma il suo utilizzo può trasformarsi in un flusso continuo di notifiche e richieste che rendono più difficile separare il tempo della scuola da quello personale.
Stop anche a più verifiche nello stesso giorno
Tra le indicazioni annunciate dal ministro c’è anche quella di evitare la concentrazione di più interrogazioni e verifiche nella stessa giornata.
Se tu dai tre verifiche di matematica, italiano e inglese nello stesso giorno, è evidente che la preparazione non sarà affrontata con la serenità necessaria per assorbire le nozioni, dice.
Un tema che negli ultimi anni è diventato sempre più centrale: il carico scolastico non riguarda solo il numero di ore passate sui libri, ma anche la possibilità per ragazze e ragazzi di avere tempi adeguati per apprendere, riposarsi e coltivare altre attività.
Sul tema dei compiti a casa il confronto è aperto da anni. Da una parte c’è chi li considera uno strumento utile per consolidare ciò che viene imparato in classe e sviluppare autonomia. Dall’altra chi evidenzia il rischio che quantità e modalità di assegnazione possano trasformare lo studio in un accumulo di pressioni e scadenze.
La vera questione secondo noi? Riguarda il modo in cui immaginiamo una scuola capace di educare senza trasformare lo studio in una corsa continua contro il tempo.