La classica maglietta bianca in cotone sembra uno dei capi più semplici da acquistare. Eppure, quando viene indossata spesso e sottoposta a numerosi lavaggi, le differenze qualitative possono diventare notevoli.
A verificarlo è stato un test della rivista svizzera K-Tipp, che ha confrontato 16 t-shirt bianche, otto da donna e otto da uomo, acquistate presso marchi molto diversi per fascia di prezzo.
Le prove sono state eseguite dai Laboratori Hohenstein, in Germania, e hanno preso in considerazione diversi aspetti della durata: variazione delle dimensioni dopo il lavaggio, aspetto del capo, formazione di pallini, resistenza del tessuto e comportamento a contatto con sudore e luce.
Il dato più interessante arriva già dalla testa della classifica: alcune delle magliette più economiche sono risultate migliori di modelli che costano quattro, cinque o perfino sette volte tanto.
Le migliori magliette bianche da donna: Zara davanti a C&A

Tra le t-shirt femminili è Zara a ottenere il punteggio complessivo più alto del test, con 5,2 punti. Il modello, acquistato per circa 9,90 franchi svizzeri, ha mostrato una buona capacità di conservare forma e aspetto e, soprattutto, una notevole resistenza del tessuto. Proprio sul fronte della robustezza ha ottenuto uno dei risultati migliori dell’intero confronto.
Subito dietro troviamo C&A, con 4,9 punti, anch’essa venduta a meno di 10 franchi. È un risultato che evidenzia uno degli aspetti più interessanti del test: spendere di più non significa necessariamente acquistare una maglietta destinata a durare più a lungo.
Al terzo posto tra le donne compare Tommy Hilfiger, con 4,5 punti. Il risultato complessivo è discreto, ma non sufficiente per raggiungere la valutazione ottenuta dalle prime due, nonostante un prezzo di 44,90 franchi.
Tra gli uomini vincono Nike e Jack & Jones

La situazione è simile nella categoria maschile: la migliore è la Nike Tee Loose Fit, che raggiunge 5 punti su 6. Il capo si è comportato particolarmente bene nelle prove sulla formazione di pallini, sulla resistenza del tessuto e sul mantenimento dell’aspetto.
Nike è però anche una delle t-shirt più costose della categoria, con un prezzo di 44,95 franchi.
Molto più interessante dal punto di vista del rapporto tra risultato e prezzo è Jack & Jones, seconda con 4,8 punti. Costava soltanto 16,90 franchi, meno della metà della Nike, ma ha ottenuto prestazioni complessive molto vicine.
Seguono New Yorker, con 4,2 punti, e H&M, che scende a 3,9.
Solo quattro modelli ottengono una valutazione davvero buona
Considerando insieme uomini e donne, soltanto quattro magliette hanno ottenuto il giudizio complessivo “buono”. Al primo posto assoluto troviamo Zara, con 5,2 punti, seguita dalla Nike da uomo, che raggiunge 5 punti. Terza posizione per C&A, con 4,9, mentre Jack & Jones chiude il gruppo delle migliori con 4,8 punti.
È significativo che due delle quattro t-shirt migliori costino meno di 10 o 17 franchi, mentre diversi modelli da 40, 50 o quasi 70 franchi finiscono nella parte bassa della graduatoria.
La classifica completa delle magliette da donna
Tra i modelli femminili, la classifica vede Zara al primo posto con 5,2 punti, seguita da C&A con 4,9 e da Tommy Hilfiger con 4,5. Più indietro troviamo Migros Essentials, che raggiunge 3,7 punti, e Massimo Dutti, con 3,2. Chiudono la graduatoria Marc O’Polo, Boss e Mango, tutte ferme a 3 punti.
Particolarmente curioso il risultato di Boss: con un prezzo di 69,90 franchi, era la maglietta più costosa tra quelle da donna, ma finisce praticamente in fondo alla classifica.
- Zara – 5,2
- C&A – 4,9
- Tommy Hilfiger – 4,5
- Migros Essentials – 3,7
- Massimo Dutti – 3,2
- Marc O’Polo – 3,0
- Boss – 3,0
- Mango – 3,0
Particolarmente curioso il risultato di Boss: con un prezzo di 69,90 franchi, era la maglietta più costosa tra quelle da donna, ma finisce praticamente in fondo alla classifica.
La classifica completa delle magliette da uomo
Tra gli uomini domina Nike con 5 punti, seguita da Jack & Jones con 4,8. Al terzo posto troviamo New Yorker con 4,2 punti, davanti a H&M con 3,9 e WE Fashion con 3,8. Seguono Manor Man, con 3,7 punti, e Coop Naturaline, con 3,5. Ultima posizione per Calvin Klein, che si ferma a 3,3 punti.
Anche in questo caso il prezzo non segue affatto l’ordine della classifica. New Yorker, ad esempio, costava appena 7,95 franchi e riesce comunque a precedere diversi modelli sensibilmente più cari.
Tra gli uomini, Nike e Jack & Jones sono le uniche a ottenere una valutazione buona:
- Nike – 5,0
- Jack & Jones – 4,8
- New Yorker – 4,2
- H&M – 3,9
- WE Fashion – 3,8
- Manor Man – 3,7
- Coop Naturaline – 3,5
- Calvin Klein – 3,3
Le peggiori sorprese: Mango, Boss e Calvin Klein in fondo
Tra le magliette meno convincenti spiccano alcuni nomi molto conosciuti. Mango chiude la classifica femminile con 3 punti ed è tra i modelli che hanno mostrato maggiori variazioni dimensionali dopo il lavaggio.
Lo stesso punteggio viene assegnato a Boss e Marc O’Polo. Nel caso di Boss, i tecnici hanno rilevato anche una marcata deformazione di una cucitura laterale.
Male anche Massimo Dutti, con 3,2 punti. Oltre alle variazioni di forma, il capo avrebbe mostrato dopo i lavaggi un colore meno brillante, tendente al grigio.
Tra gli uomini è invece Calvin Klein a occupare l’ultima posizione, con 3,3 punti. Il problema principale è stato il restringimento: dopo dieci lavaggi, secondo quanto rilevato nel test, la lunghezza della maglietta sarebbe passata da circa 75 a 67 centimetri.
Poco meglio Coop, Manor, WE Fashion e H&M, tutte giudicate insufficienti nel risultato complessivo.
Pallini, restringimenti e cuciture storte: cosa è successo dopo i lavaggi
Per verificare come le magliette sarebbero invecchiate, il laboratorio ha osservato i capi dopo ripetuti cicli di lavaggio.
Le differenze sono diventate particolarmente visibili dopo 20 lavaggi. Alcune t-shirt hanno conservato abbastanza bene il proprio aspetto, mentre altre hanno mostrato cuciture deformate, stampe interne deteriorate ed etichette diventate difficili da leggere.
Un altro elemento importante è stato il pilling, cioè la comparsa dei classici pallini sulla superficie del cotone.
I campioni sono stati sottoposti a migliaia di cicli di sfregamento. In questa prova Nike, Boss e Marc O’Polo hanno mantenuto una superficie relativamente pulita, mentre Coop, Manor e Migros hanno mostrato una formazione di pallini decisamente più marcata.
Essere resistenti al pilling, però, non significa necessariamente avere anche il tessuto più robusto. Nelle prove di abrasione, ad esempio, Boss e Marc O’Polo si sono consumate più rapidamente rispetto a modelli come Zara e Manor.
Il risultato più sorprendente? Il prezzo conta molto meno di quanto pensiamo
Il confronto mostra quindi che non esiste una relazione semplice tra prezzo e durata. Una Zara da meno di 10 franchi conquista il primo posto tra le donne, mentre una Boss da quasi 70 franchi finisce nelle ultime posizioni. Tra gli uomini, Jack & Jones ottiene un risultato molto vicino a Nike pur costando molto meno.
Il test suggerisce quindi di non considerare automaticamente marchio e prezzo come indicatori di qualità del tessuto. A fare la differenza sono soprattutto stabilità dopo il lavaggio, qualità delle fibre, costruzione del capo e capacità di resistere allo sfregamento.
E su 16 magliette analizzate, soltanto quattro sono riuscite a ottenere una valutazione complessivamente buona.
Fonte: K-Tipp
