Alle prime luci del mattino del 29 luglio, la spiaggia libera in fondo a viale Canova a Riccione ha fatto da cornice a un evento straordinario. Centinaia di spettatori, tra abitanti locali, turisti e famiglie con bambini, si sono radunati per assistere al rilascio in mare di Nancy, un esemplare adulto di tartaruga marina della specie Caretta caretta. L’animale era stato accidentalmente catturato dalle maglie di una rete a strascico al largo di Cesenatico. Recuperato in condizioni critiche, l’esemplare ha affrontato un delicato percorso di riabilitazione curato nei minimi dettagli dall’équipe specializzata di veterinari, biologi e volontari della Fondazione Cetacea.
Installato un trasmettitore satellitare sul carapace
Il ritorno in acqua di Nancy non ha rappresentato soltanto un momento toccante per la comunità, ma anche una tappa fondamentale per lo studio della fauna marina. Prima che l’animale riprendesse la via del largo nell’Adriatico, i ricercatori dell’Università di Pisa hanno applicato sul suo carapace una strumentazione scientifica d’avanguardia: un trasmettitore satellitare integrato con una videocamera. Questo progetto di monitoraggio ad alta tecnologia vede la collaborazione attiva degli studiosi dell’Istituto di Biofisica del CNR e dei tecnici del National Institute of Aquatic Resources danese, uniti per tracciare le rotte e il comportamento in habitat naturale della Caretta caretta.
Il progetto di crowdfunding “Non Siamo Isole”
L’evento ha visto Nancy trasformarsi nella testimonial ufficiale di un’importante iniziativa di solidarietà ambientale. La tartaruga è diventata il simbolo di “Non siamo isole”, una campagna di crowdfunding lanciata sulla piattaforma IdeaGinger. L’obiettivo dell’operazione è raccogliere una somma pari a 20.000 euro, fondi indispensabili per assicurare le cure sanitarie di base e l’assistenza durante la stagione invernale ad almeno altre venti tartarughe marine che si troveranno in difficoltà nei prossimi mesi.
La commovente partenza tra le onde dell’Adriatico
La cerimonia di liberazione si è svolta in un’atmosfera carica di meraviglia, con una folla disposta a semicerchio che ha accompagnato la tartaruga fino al bagnasciuga con prolungati applausi. Nancy si è mossa verso l’acqua con decisione, fino a immergersi completamente tra le onde. Grazie alle apparecchiature installate sul guscio, il suo viaggio proseguirà sotto l’occhio attento degli scienziati, consentendo di raccogliere dati preziosi sulle dinamiche di spostamento delle specie protette nel mare Adriatico.