Terremoto di magnitudo 7 scuote il Tibet: ci sono decine di morti e feriti, crollate centinaia di case

Una drammatica scossa di terremoto di magnitudo 7 ha squarciato il silenzio della Regione autonoma del Tibet nella serata di giovedì 22 ottobre. La violenta vibrazione, registrata alle 22:33 ora locale (corrispondenti alle 16:33 in Italia), ha avuto il suo epicentro nella contea di Baqen, all’interno della prefettura di Nagqu, con un ipocentro individuato a una profondità di 10 chilometri. La forza del sisma ha provocato il crollo di oltre 300 abitazioni in un’area geografica situata a circa 4.800 metri di altitudine.

Il primo bilancio provvisorio parla di almeno 16 morti e oltre 60 feriti, mentre la popolazione impaurita è scesa per strada sfidando le temperature polari dell’altopiano. Tra i testimoni, il vice responsabile della municipalità di Maru, Lhawang Dagpo, ha riferito di violente crepe apparse improvvisamente nei muri degli uffici pubblici e di gravi disservizi alla rete elettrica e telefonica.

La corsa contro il tempo e l’emergenza sulle vie di comunicazione

La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente con il dispiegamento di oltre 1.600 persone impegnate nelle operazioni di ricerca e salvataggio. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato il massimo sforzo per trarre in salvo eventuali superstiti intrappolati e garantire assistenza medica ai feriti. I vigili del fuoco hanno inviato sul posto 347 specialisti con 82 mezzi e 15 cani da ricerca, affiancati da 300 agenti di polizia.

Le operazioni sono rese estremamente complesse dalla quota elevata, dal gelo e dalle previste nevicate intermittenti dei prossimi tre giorni. Il terremoto ha inoltre causato pericolose frane lungo l’autostrada nazionale 317, riservata ai soli veicoli d’emergenza, e ha costretto le autorità a interrompere la ferrovia Qinghai-Tibet per effettuare i necessari controlli di sicurezza sui binari.

Un territorio vulnerabile segnato dai grandi sismi del passato

L’area dell’altopiano tibetano è storicamente soggetta a un’elevata attività sismica a causa delle gigantesche spinte della placca indiana contro quella eurasiatica. L’evento sismico di Nagqu rappresenta il più forte terremoto registrato nella regione negli ultimi 5 anni e la scossa più intensa in Cina dal gennaio 2024. La memoria collettiva torna inevitabilmente ai tragici precedenti che hanno segnato il Paese, come la forte scossa di magnitudo 6,8 che il 7 gennaio 2025 ha colpito la contea di Tingri provocando 126 vittime, fino al catastrofico sisma di magnitudo 7,1 avvenuto a Yushu nel 2010, che causò la perdita di 2.698 vite. Le squadre d’emergenza continuano a scavare ininterrottamente tra le macerie nella speranza di estrarre altre persone ancora in vita.

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