Dopo il terremoto in Colombia, Shakira lancia un piano per ricostruire l’Università di Chocó e realizzare 10 nuove scuole

Nel cuore di un territorio ferito dal recente e devastante terremoto di magnitudo 7.4, la cantante Shakira si è recata di persona nella città di Quibdó, capoluogo del dipartimento di Chocó, per portare un messaggio concreto di speranza e supporto. Accompagnata dal governatore Nubia Carolina Córdoba-Curi, l’artista ha perlustrato le zone più colpite, tra cui l’Istituto Educativo Industriale Carrasquilla, incontrando i bambini e le famiglie sfollate. L’obiettivo della missione è chiaro: evitare che l’emergenza umanitaria paralizzi l’istruzione in una delle regioni storicamente più fragili della Colombia.

Ricostruzione dell’Università e 10 nuovi plessi scolastici

Durante il sopralluogo, Shakira ha annunciato che concentrerà i propri sforzi diretti nella ricostruzione dell’Università Tecnologica di Chocó. Inoltre, in sinergia con la sua fondazione Pies Descalzos e con il filantropo statunitense Howard Graham Buffett, l’artista promuoverà la realizzazione da zero di 10 nuove scuole nell’intero dipartimento. All’iniziativa si aggiungono i finanziamenti di Global Citizen e del colosso dello spettacolo Live Nation, che hanno stanziato 500.000 dollari ciascuno, raggiungendo la quota di un milione di dollari destinata all’edilizia scolastica d’emergenza.

La sinergia con Howard Buffett e l’appello internazionale

La presenza di Howard Graham Buffett a Quibdó sottolinea la portata internazionale della rete di soccorso. Il filantropo, figura chiave per i progetti di sviluppo rurale in America Latina, ha già destinato oltre 160 milioni di dollari alla nazione sudamericana. Shakira ha rivolto un appello urgente ai governi di Canada, Giappone e Regno Unito, nonché al settore privato globale, affinché non abbandonino la popolazione locale quando i riflettori dei media si saranno spenti, ricordando il debito storico che il paese ha nei confronti di questa comunità.

L’impatto del sisma e il bilancio delle vittime

La tragedia ha lasciato un segno profondo nell’area: i dati ufficiali dell’Unità Nazionale per la Gestione del Rischio di Disastri (UNGRD) e dell’Istituto di Medicina Legale registrano almeno 304 morti, oltre 4.147 feriti e 194 dispersi, oltre al crollo di centinaia di edifici residenziali e pubblici. A Quibdó si contano vittime e migliaia di sfollati. L’impegno di Pies Descalzos, attiva sul territorio da 22 anni con oltre 400 studenti diplomati, mira a riaprire al più presto le aule per spezzare il cerchio della povertà e dare un futuro ai giovani colpiti dalla catastrofe.

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