Trenitalia cancella il Carnet Smart: dal 1° novembre stop alle vendite (e scoppia la polemica)

Per i pendolari a mezzo servizio, quelli che alternano la scrivania al lavoro da casa, la stagione del Carnet Smart si chiude con ottobre. Trenitalia ha deciso che dal 1° novembre 2026 il pacchetto non sarà più in vendita. Erano dieci viaggi su Frecciarossa e Frecciargento, da usare entro trenta giorni e solo dal lunedì al venerdì, con uno sconto che l’azienda indicava in oltre il 60% e cambi di prenotazione illimitati prima della partenza. Il carnet era nominativo e riservato ai titolari di CartaFreccia.

Cosa succede in caso di avvenuto acquisto

I carnet acquistati entro il 31 ottobre saranno validi fino alla scadenza. Chi non intende più usarli può chiedere, entro un mese dalla scadenza del titolo, il rimborso integrale delle prenotazioni residue non effettuate o non utilizzate, come precisa la compagnia sul proprio sito.

La spiegazione di Trenitalia

L’azienda lega la chiusura al nuovo modello degli abbonamenti mensili all’Alta Velocità, in vigore da novembre. Il carnet, ricorda Trenitalia, era nato dopo la pandemia per tutti coloro i quali, con la diffusione del lavoro agile, viaggiavano meno spesso e non sfruttavano più l’abbonamento. Adesso la formula cambia: la quota fissa mensile scende di 80 euro, mentre la prenotazione del posto diventa a pagamento, 2 euro a viaggio. L’esempio scelto dalla società è la Napoli-Roma, dove la quota passa da 418 a 338 euro e chi fa trenta viaggi al mese risparmia 20 euro. La prenotazione annullata prima della partenza viene rimborsata. Per i viaggiatori giornalieri, insomma, il conto può tornare: il pareggio con la vecchia tariffa arriva a quaranta viaggi al mese. Chi in ufficio andava pochi giorni al mese, però, l’abbonamento non lo comprava affatto, e poteva utilizzare il carnet.

Le conseguenze per i pendolari

La scelta di Trenitalia ha generato il malcontento fra i pendolari, che si ritroveranno a sborsare più soldi. A fare i conti è stato Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera. Sulla Torino-Milano, spiega, il carnet costava 139 euro, già salito dai 99 del 2024, mentre l’abbonamento scende da 374 a 294 euro più i 2 euro di prenotazione. Per chi si sposta cinque volte al mese il rincaro sarebbe di 175 euro, con dieci spostamenti di 56.

Grimaldi parla di una scelta «classista e ambientalmente scellerata», chiede il ripristino immediato dei carnet e annuncia un’interrogazione urgente al ministro Matteo Salvini. Trenitalia, dal canto suo, rimanda agli altri carnet del catalogo, quelli da 5, 10 e 15 viaggi su Frecce e Intercity validi 180 giorni. Lo sconto, lì, arriva al 30%.

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