Trump smantella ancora le regole sul clima: cancellati i limiti alle emissioni di CO₂ delle centrali elettriche a carbone e gas

Ci risiamo: l’amministrazione Trump fa un nuovo passo indietro sulla politica climatica statunitense. L’Environmental Protection Agency (EPA) ha annunciato l’abrogazione dei limiti alle emissioni di CO₂ per le centrali elettriche a carbone e gas introdotti con la presidenza di Joe Biden, aprendo anche alla possibilità di bloccare future norme federali sul clima rivolte al settore energetico.

La decisione, inserita nel Partial Repeal of the Carbon Pollution Standards for Fossil Fuel-Fired Electric Generating Units firmata da Lee Zeldin, è arrivata durante il vertice dei ministri dell’Energia del G20 a Houston e rientra nella più ampia strategia della Casa Bianca volte a ridurre le regolamentazioni ambientali, che ha considerato da sempre un ostacolo alla produzione energetica.

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Una scelta che ha immediatamente riacceso lo scontro sul futuro dell’energia americana: da una parte chi parla di rilancio industriale e sicurezza energetica, dall’altra chi denuncia un passo indietro nella lotta alla crisi climatica.

“Fine della guerra al carbone”: la linea della Casa Bianca

Secondo i Trumpiani, eliminare i vincoli sulle emissioni permetterà agli States di costruire più rapidamente nuove infrastrutture energetiche e rispondere alla crescente domanda di elettricità, alimentata anche dall’espansione dei data center per l’intelligenza artificiale.

Il capo dell’EPA Lee Zeldin ha sostenuto che la misura consentirà di “tagliare la burocrazia” e favorire nuovi investimenti nel settore. E in più nella nota stampa farnetica anche che:

Sotto la guida del presidente Trump, gli Stati Uniti stanno dimostrando di poter proteggere la salute umana e l’ambiente, facendo crescere la nostra economia e realizzando progetti. Permessi chiari, tempestivi e prevedibili danno alle imprese la fiducia per investire, creano opportunità per i lavoratori americani e aiutano a trasformare buone idee in veri progetti.

Una posizione ribadita anche dal Dipartimento dell’Energia: il sottosegretario Kyle Haustveit ha dichiarato che il provvedimento segna la fine di quella che ha definito la “guerra al carbone”, definendolo una fonte “affidabile, conveniente e sicura”.

La precedente normativa voluta dall’amministrazione Biden prevedeva una riduzione delle emissioni di gas serra delle centrali elettriche pari a circa 1 miliardo di tonnellate entro il 2047, attraverso l’obbligo per alcuni impianti di adottare sistemi per catturare le emissioni prima che arrivassero in atmosfera.

Secondo Trump, la cancellazione delle regole farà risparmiare alle industrie circa 370 milioni di dollari in costi di adeguamento.

Le organizzazioni ambientaliste e per la salute pubblica contestano ovviamente questa valutazione, sostenendo che i costi ambientali e sanitari della scelta potrebbero essere molto più elevati. Il settore elettrico, infatti, rappresenta quasi un quarto delle emissioni di gas serra degli Stati Uniti ed è il secondo comparto più inquinante dopo i trasporti.

Il paradosso: più energia per l’AI, meno vincoli sul clima

Uno degli argomenti utilizzati dall’amministrazione Trump riguarda proprio l’aumento della domanda elettrica legata all’intelligenza artificiale. La corsa ai nuovi data center richiede quantità sempre maggiori di energia e la Casa Bianca sostiene che ridurre le regole ambientali sia necessario per costruire rapidamente nuove centrali.

La domanda quindi resta aperta: per alimentare la tecnologia del futuro è davvero necessario allentare i limiti sulle emissioni del passato? Gli oppositori della misura sostengono che il rischio sia quello di scaricare i costi ambientali e sanitari sulle comunità, mentre i benefici economici ricadrebbero soprattutto sul settore energetico.

Intanto, con questa decisione, gli Stati Uniti dimostrano ancora una volta di voler tornare a una linea energetica più favorevole ai combustibili fossili, invertendo molte delle politiche climatiche adottate negli anni precedenti.

Una scelta che riapre una questione globale: mentre il mondo cerca di ridurre le emissioni, quanto spazio resta ancora per il carbone e il gas nel mix energetico del futuro?

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