Ha i riccioli del barboncino, le orecchie del Cocker Spaniel e quella faccia da peluche che sembra progettata apposta per Instagram. In qualche modo, lo è davvero. Il Cockapoo, incrocio intenzionale tra Cocker Spaniel e Poodle, è diventato uno dei cani più diffusi del Regno Unito, tanto da essersi lasciato alle spalle parecchie razze con pedigree e un secolo di mostre canine sulle spalle.
I numeri raccontano bene la corsa. Nel National Dog Survey 2025 di Dogs Trust il Cockapoo rappresentava il 5,8% dei cani censiti, primo tra gli incroci identificabili; nei primi risultati dell’edizione 2026 resta stabilmente nella top five britannica insieme a Labrador, Cocker Spaniel e Golden Retriever. Il sondaggio 2026 ha raccolto circa 180mila risposte, quindi descrive un campione enorme, senza essere un censimento dell’intera popolazione canina britannica.
Altre stime rendono il fenomeno ancora più visibile. La PDSA calcolava nel 2024 circa 590mila Cockapoo nel Paese. E già uno studio del Royal Veterinary College sulla popolazione canina britannica aveva trovato qualcosa di curioso: tra i cuccioli sotto l’anno di età osservati nel 2019, il Cockapoo era secondo soltanto al Bulldog francese, con il 6,2%. Il cane “designer” era già diventato mainstream prima che la pandemia desse un’ulteriore spinta alla moda.
Un cane “designer” che per il Kennel Club resta un incrocio
Il nome aiuta parecchio. Cockapoo suona più raffinato di “Cocker Spaniel incrociato con un Barboncino” e rientra nella numerosa famiglia dei cosiddetti Doodle: Labradoodle, Cavapoo, Goldendoodle e assortimento crescente di nomi ottenuti facendo più o meno ciò che si faceva con le coppie celebri nei primi anni Duemila.
La definizione di “designer dog” serve proprio a distinguere questi incroci pianificati dai meticci nati da combinazioni meno programmate. Il Royal Kennel Club britannico li considera però ancora crossbreed: possono essere iscritti all’Activity Register e partecipare a numerose attività, ma non al Breed Register riservato alle razze riconosciute. Un Cockapoo può fare agility, obedience e persino arrivare alla finale di Scruffts a Crufts. Il pedigree da Cockapoo, invece, deve aspettare.
Dietro il successo c’è una promessa piuttosto potente: prendere dal Cocker la socievolezza, dal Barboncino l’intelligenza e il pelo che perde meno, aggiungere un aspetto da orsacchiotto e ottenere il cane perfetto per la famiglia contemporanea.
Lo stesso Royal Kennel Club ricorda che negli incroci aspetto, dimensioni e temperamento possono essere meno prevedibili e raccomanda di verificare i test sanitari necessari per entrambe le razze dei genitori. Mischiare due patrimoni genetici significa avere più variabilità; non permette di ordinare à la carte soltanto le caratteristiche desiderate.
Sulla salute, il vantaggio automatico non si è visto
Una delle ragioni che hanno accompagnato il boom dei cani “designer” è l’idea dell’hybrid vigour: incrociare due razze dovrebbe ridurre alcuni problemi legati alla scarsa diversità genetica dei pedigree. Nel 2024 il Royal Veterinary College ha deciso di andare a controllare. Lo studio pubblicato su PLOS One ha analizzato le risposte dei proprietari di 9.402 cani britannici, confrontando Cockapoo, Labradoodle e Cavapoo con le rispettive razze progenitrici.
Su 342 confronti relativi a 57 disturbi, nell’86,6% dei casi non è emersa una differenza significativa. Quando una differenza esisteva, inoltre, andava nelle due direzioni: nel 7% dei confronti gli incroci avevano un rischio maggiore, nel 6,4% minore. In breve, questi tre Doodle non risultavano complessivamente più malati dei genitori di razza, ma neppure automaticamente più sani.
Per i Cockapoo sono comparsi alcuni segnali specifici. Basandosi sulle informazioni riferite dai proprietari, lo studio ha trovato una maggiore probabilità di prurito cutaneo rispetto alle razze progenitrici; tutti e tre gli incroci analizzati mostravano inoltre più infezioni alle orecchie rispetto al genitore non-Poodle.
E nel 2026 è arrivata la sorpresa sul comportamento
A marzo di quest’anno lo stesso gruppo di ricerca ha utilizzato quel grande campione per affrontare un’altra promessa associata ai Doodle: cani facili da addestrare, docili e particolarmente adatti alle famiglie. Il nuovo studio su PLOS One ha utilizzato il C-BARQ, un questionario standardizzato sul comportamento canino, confrontando dodici aree comportamentali. Qui il Cockapoo ha ottenuto il risultato meno rassicurante dei tre incroci analizzati.
Nei 24 confronti con Cocker Spaniel e Poodle differiva significativamente in 16, e in tutti quei 16 mostrava punteggi peggiori. Rispetto ai Poodle, per esempio, i proprietari riferivano livelli superiori di aggressività verso il proprietario e gli estranei, rivalità con altri cani, paura di stimoli non sociali, problemi legati alla separazione ed eccitabilità.
Questo non significa che “i Cockapoo siano aggressivi”, né permette di prevedere il carattere di un singolo cane guardandogli i riccioli. Parliamo di differenze medie osservate in un campione attraverso questionari compilati dai proprietari, con comportamento influenzato anche da selezione dei genitori, prime esperienze, socializzazione, ambiente e addestramento. Lo studio, anzi, invita esplicitamente chi vuole acquistare un cucciolo a informarsi sulle caratteristiche delle razze di origine e a incontrarne i genitori, osservandone anche il comportamento.
Quando un cane diventa di moda, il problema arriva dalla domanda
La popolarità da sola non rende problematico un cane. Può rendere problematico ciò che gli esseri umani costruiscono intorno a lui. Già nel 2022 una ricerca del Royal Veterinary College aveva osservato che la quota di cuccioli “designer” acquistati dai partecipanti allo studio era passata dal 18,8% nel 2019 al 26,1% nel 2020. Tra le motivazioni ricorrevano proprio alcune qualità attribuite a questi incroci: salute migliore, facilità di addestramento, compatibilità con i bambini e minore rischio di allergie. I ricercatori avvertivano che una domanda così rapida può alimentare puppy farm, allevamento con standard di benessere insufficienti e importazioni illegali di cuccioli.
Il problema diventa particolarmente subdolo perché un incrocio alla moda può essere venduto come un prodotto quasi standardizzato pur essendo, biologicamente, molto meno prevedibile. Due Cockapoo possono ereditare proporzioni diverse delle caratteristiche fisiche e comportamentali dei genitori. Anche il mantello “ipoallergenico”, uno degli argomenti storicamente più forti dei Poodle-cross, non è una garanzia incorporata nel nome.
Il Cockapoo britannico ha ormai superato la fase della moda passeggera: vive in centinaia di migliaia di case ed è stabilmente tra i cani più popolari del Paese. È allegro, arruffato, fotogenico e può naturalmente essere un compagno meraviglioso. La ricerca sta semplicemente togliendo dal collare qualche etichetta che gli abbiamo appeso noi.
Perché da un Cocker e un Barboncino può nascere un Cockapoo. Il cane perfetto già confezionato, invece, non compare ancora in nessun incrocio genetico.