Un orso polare visto da una foca e non solo, a Milano arriva la mostra con le 100 foto naturalistiche più incredibili dell’anno

Ogni anno migliaia di fotografi da tutto il mondo provano a raccontare la natura attraverso un solo scatto. Nel 2026 le candidature al Wildlife Photographer of the Year, il più prestigioso concorso di fotografia naturalistica al mondo, hanno superato quota 65.000. Da questo enorme archivio di immagini nascerà una selezione di cento fotografie vincitrici, che sarà proclamata ufficialmente il 13 ottobre.

Nel frattempo sono già state diffuse alcune immagini insignite di Menzione d’onore, capaci di anticipare il livello dell’edizione: un orso polare fotografato dal punto di vista di una foca, una rana toro africana a caccia di una farfalla, un leopardo che rincorre uno scoiattolo su un albero, un’orchestra di comportamenti animali che raccontano la natura senza filtri.

Dopo il debutto al Natural History Museum di Londra, la mostra con le cento fotografie premiate arriverà anche in Italia, al Museo della Permanente di Milano, dal 20 novembre 2026 al 7 febbraio 2027.

L’orso polare visto dal punto di vista di una foca

Tra gli scatti più sorprendenti c’è Finestra sul ghiaccio di Audun Rikardsen, realizzato nell’Artico, a 83 gradi di latitudine nord.

Il fotografo ha collocato una fotocamera all’interno di un foro di respirazione utilizzato dalle foche, dotandola di un sensore capace di attivare lo scatto al passaggio di un animale. Il risultato ribalta il punto di vista abituale: non siamo davanti all’orso, ma sotto di lui, quasi nella posizione della sua possibile preda.

Nell’immagine il grande predatore compare oltre il bordo del ghiaccio, mentre osserva direttamente all’interno del foro. Durante la realizzazione dello scatto l’orso arrivò anche ad afferrare il sensore di movimento, tentando di trascinare verso l’alto parte dell’attrezzatura. Poco dopo si sdraiò nelle vicinanze e si addormentò, costringendo Rikardsen ad aspettare circa nove ore prima di recuperare la fotocamera.

È una fotografia spettacolare, ma soprattutto efficace perché racconta un comportamento naturale attraverso una prospettiva inusuale: quella della preda.

Predazione, sopravvivenza e convivenza con l’uomo

Le prime immagini diffuse mostrano quanto il concorso si muova ben oltre il semplice ritratto animale. Jens Cullmann ha congelato l’istante in cui una rana toro africana si lancia verso una farfalla senza riuscire a catturarla.

Allegra Hutton ha fotografato un giovane leopardo intento a inseguire uno scoiattolo nel Delta dell’Okavango, in Botswana.

Altre immagini raccontano invece il rapporto sempre più stretto fra fauna selvatica e ambienti antropizzati. In California, Loren Elliott ha immortalato un orso nero mentre entra nella piscina di un’abitazione privata. A Tokyo, Sora Miyazawa ha ritratto un rospo del Giappone orientale tra le strade della metropoli.

La natura nelle sue forme più estreme

Il percorso comprende anche situazioni difficili da osservare direttamente. Nel deserto del Namib, Dewald Tromp ha fotografato un camaleonte del Namaqua mentre affronta una tempesta di sabbia.

In Kenya, Bence Máté ha ripreso un enorme stormo di quelea dal becco rosso radunato attorno a uno stagno: aggregazioni che possono arrivare a comprendere milioni di individui.

Ancora più insolita è la fotografia di Andrea e Maceo Grammatico, nella quale una zanzara si nutre del sangue di una fer-de-lance, una vipera estremamente velenosa dell’America centrale. La scena è stata costruita tecnicamente attraverso un focus stacking di 37 immagini, necessario per ottenere una sufficiente profondità di campo su soggetti così piccoli.

La mostra a Milano

Dopo la presentazione al Natural History Museum di Londra, la selezione arriverà in Italia grazie alla mostra organizzata dall’Associazione Culturale Radicediunopercento presso il Museo della Permanente di Milano.

L’appuntamento è in via Filippo Turati 34, dal 20 novembre 2026 al 7 febbraio 2027.

 

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