Uova contaminate da Salmonella, oltre 300 persone contagiate in Belgio: sono state distribuite anche in Italia?

Le uova sono tra gli alimenti più presenti sulle nostre tavole, ma quando emerge una possibile contaminazione da Salmonella è importante capire quali prodotti sono realmente coinvolti e dove sono stati distribuiti. In Belgio è in corso un focolaio di salmonellosi che, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Agenzia federale belga per la sicurezza della catena alimentare (AFSCA/FAVV), ha già fatto registrare almeno 306 casi.

La vicenda non riguarda però soltanto il Belgio. Le uova provenienti dall’azienda al centro dell’indagine sono state potenzialmente distribuite anche in altri Paesi europei, tra cui l’Italia, facendo scattare un’allerta e le necessarie verifiche sulla loro presenza sul mercato.

Si tratta delle uova prodotte da Laerco BV, azienda con sede a Geel, nel nord del Belgio. La presenza di Salmonella era stata individuata già nei mesi scorsi e aveva portato a un primo richiamo delle uova.

Nonostante le misure adottate, però, i nuovi casi non sono diminuiti come atteso e ulteriori controlli hanno portato a individuare la presenza del batterio anche in un secondo pollaio dell’azienda. Da qui la decisione delle autorità belghe di bloccare l’intero allevamento e ampliare il richiamo.

Le uova richiamate

L’AFSCA ha disposto il ritiro delle uova potenzialmente contaminate prodotte da Laerco. Il richiamo riguarda uova da galline allevate a terra identificabili attraverso specifici codici impressi sul guscio:

  • 2-BE-1073-01
  • 2-BE-1073-02
  • 2-BE-1073-03
  • 2-BE-1073-04

Il richiamo ufficiale dell’AFSCA è stato pubblicato il 10 agosto 2026 e invita i consumatori che possiedono le uova interessate a non consumarle e a riportarle al punto vendita.

uova richiamate belgio

@afsca

Perché è stata informata anche l’Italia

La questione ha assunto una dimensione europea perché le uova non sono rimaste esclusivamente sul mercato belga. La relativa notifica nel sistema europeo RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed) è la 2026.7152. Le informazioni disponibili sulla distribuzione indicano diversi Paesi europei coinvolti, tra cui Italia, Francia, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Polonia, Portogallo, Spagna e Paesi Bassi.

Questo non significa che ci siano casi di salmonellosi collegati a queste uova in tutti i Paesi indicati. Significa invece che le autorità sono state coinvolte nell’allerta perché il prodotto poteva essere stato distribuito oltre i confini del Belgio e doveva quindi essere rintracciato e, se necessario, ritirato.

È una procedura prevista dal sistema europeo di allerta alimentare: quando un alimento potenzialmente rischioso circola in più Stati, le informazioni vengono condivise tra le autorità per consentire controlli e interventi coordinati.

Come può avvenire la contaminazione delle uova e i rischi

La Salmonella è un batterio che può provocare la salmonellosi, un’infezione alimentare che generalmente causa diarrea, febbre, dolori addominali, nausea e talvolta vomito. Nella maggior parte dei casi i sintomi si risolvono spontaneamente, ma l’infezione può essere più seria nei bambini piccoli, negli anziani e nelle persone fragili.

Ma come arriva la Salmonella nelle uova? La contaminazione può avvenire già durante la formazione dell’uovo, se la gallina è infetta, oppure successivamente, interessando la superficie del guscio attraverso il contatto con materiale contaminato e l’ambiente dell’allevamento.

Il rischio è maggiore quando le uova vengono consumate crude o poco cotte, perché una cottura adeguata contribuisce a eliminare il batterio. Particolare attenzione va quindi prestata a preparazioni come tiramisù, maionese fatta in casa, creme e mousse.

Il caso belga mostra ancora una volta quanto sia importante la tracciabilità degli alimenti: individuare rapidamente l’origine della contaminazione permette alle autorità di ritirare i prodotti coinvolti e limitare il rischio di nuovi casi.

Fonti: Afsca / RASFF

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