Il nostro weekend da sogno in Val Formazza tra lo spettacolare Lago di Morasco e la maestosa Cascata del Toce, una delle più alte d’Europa

Il nostro viaggio nell’incontaminata Alta Val Formazza è iniziato in un tranquillo venerdì sera di metà settembre, quando abbiamo raggiunto il paesino abitato più a nord del Piemonte. Dopo aver percorso la statale risalendo la Val d’Ossola e superato le meraviglie della valle, siamo arrivati a Riale a 1733 metri di quota, accolti da un silenzio irreale e da una stellata fantastica, dove abbiamo sistemato il nostro mezzo nel comodo parcheggio camper situato proprio sotto la diga di Morasco.

@RebeccaManzi/GreenMe

La mattina seguente, baciati da un sole splendente e insolitamente caldo per il periodo, ci siamo incamminati lungo il sentiero che in soli 15 minuti ci ha condotti ai piedi dell’imponente muraglione della diga alto 55 metri, pronti a vivere una giornata di pura meraviglia tra i panorami unici di questo angolo di paradiso alpino.

@RebeccaManzi/GreenMe

Il giro ad anello del Lago di Morasco tra storia e natura

Arrivati al cospetto del Lago di Morasco, un bacino artificiale incastonato tra le cime delle alpi e i prati ancora verdeggianti, ci siamo subito immessi sull’ampia strada poderale che ne traccia l’intero perimetro. Questa semplice escursione di circa un’ora e un quarto, completamente pianeggiante e adatta a tutti, ci ha regalato scorci di rara bellezza sulle acque color verde-blu alimentate dal Rio Gries.

@RebeccaManzi/GreenMe

Camminando senza fatica lungo la sponda, abbiamo ripercorso idealmente la storia di questo luogo, sorto dove un tempo si trovava l’antico borgo di Morasco, sommerso nel secolo scorso per fare spazio alla produzione idroelettrica. Attraversando ponticelli di pietra e sostando sulle panchine in legno firmate dal CAI, ci siamo lasciati conquistare da un paesaggio fiabesco, perfetto per rigenerare mente e spirito prima di rimetterci in marcia.

@RebeccaManzi/GreenMe

Dalla diga alla potenza fragorosa della Cascata del Toce

Dopo il giro del lago, siamo risaliti sul camper e ci siamo fermati tra le vie di Riale per ammirare da vicino le sue caratteristiche case walser in pietra e legno, testimonianza preziosa di un’antica cultura alpina, e la suggestiva chiesetta gialla che domina il borgo dal promontorio, custode silenziosa della memoria del vecchio paese sommerso.

@RebeccaManzi/GreenMe

Nel primo pomeriggio ci siamo spostati verso la celebre Cascata del Toce, situata nella frazione Frua a 1675 metri di altitudine. Per goderne appieno la vista, ci siamo fermati prima nell’ampio parcheggio superiore, affacciandoci direttamente sul celebre balconcino panoramico in legno sospeso a strapiombo sul salto. Qui la natura si mostra in tutta la sua sbalorditiva potenza: un impressionante salto di 143 metri che incorona questa meraviglia tra le cascate più spettacolari d’Europa.

@RebeccaManzi/GreenMe

Osservare l’acqua che torna a scorrere con forza è un privilegio che richiede attenzione, poiché la portata è regolata a monte dalla diga e segue orari di apertura specifici compresi tra inizio giugno e fine settembre, con fasce orarie che variano dalle 11:30 alle 13:30 nei giorni feriali e prolungate fino alle 16:00 nei festivi, oltre ad aperture straordinarie estive.

@RebeccaManzi/GreenMe

L’emozione di osservare la potenza del salto d’acqua dal sentiero “Una Cascata per Tutti”

Per concludere la nostra indimenticabile giornata di trekking, ci siamo spostati con il camper nella zona di Sotto Frua, lasciando il mezzo nei pressi della caratteristica chiesetta per imboccare il sentiero “Una Cascata per Tutti”. Questo percorso facile, pianeggiante e accessibile a chiunque ci ha condotti in pochissimi minuti direttamente alla base della cascata, offrendoci una prospettiva ravvicinata e profondamente suggestiva del grande getto d’acqua.

@RebeccaManzi/GreenMe

In cima alla cascata a dominare il paesaggio con la sua inconfondibile struttura, sorge l’iconico e storico albergo color giallo: nato originariamente come struttura ricettiva nel 1863 e successivamente ristrutturato e ampliato in chiave déco tra il 1926 e il 1929 su progetto del celebre architetto Piero Portaluppi, questo edificio rappresenta da sempre il simbolo visivo e il punto di riferimento di questo straordinario angolo alpino.

@RebeccaManzi/GreenMe

Immersi in quell’atmosfera carica di ioni negativi – noti per favorire il benessere psicofisico e ridurre lo stress – abbiamo respirato l’aria fresca di montagna permettendo alle nostre emozioni di fondersi con la grande storia letteraria del luogo, celebrata nel corso dei secoli da viaggiatori illustri come Richard Wagner e Gabriele d’Annunzio.

@RebeccaManzi/GreenMe

Ma questo straordinario anfiteatro naturale evoca inevitabilmente anche i grandi ricordi della storia dello sport: è infatti proprio su queste rampe, durante il Giro d’Italia del 30 maggio 2003 nella tappa Canelli-Cascata del Toce, che il compianto Marco Pantani scattò per l’ultima volta in carriera, regalando agli appassionati di ciclismo l’ultimo, indimenticabile sussulto agonistico prima della morte. Per rendere ancor più indimenticabile quel momento, scendendo verso l’inizio della sentiero – sulla strada – c’è uno striscione commemorativo dedicato al Pirata. Con il cuore pieno di gratitudine e gli occhi colmi di panorami straordinari, abbiamo salutato la Val Formazza con la certezza di fare presto ritorno in questi luoghi magici ad appena un paio d’ore da casa.

@RebeccaManzi/GreenMe

Leggi tutto