La folle ricerca dello scatto perfetto da condividere sui social network ha superato ogni limite di sicurezza. A Villetta Barrea, suggestivo borgo abruzzese incastonato nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, si è arrivati al punto di non ritorno dopo ben 3 episodi di persone caricate violentemente dai cervi nel giro di pochissimi giorni. L’episodio più grave ha visto protagonista un turista di 57 anni, ricoverato d’urgenza in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Salvatore de L’Aquila a causa di un severo trauma addominale. L’uomo si era pericolosamente avvicinato a un esemplare con l’intento di scattarsi un selfie ravvicinato, scatenando la reazione difensiva dell’animale. Un comportamento sconsiderato che fa eco ai recenti casi registrati nel vicino comune di Scanno, dove altri villeggianti avevano tentato sconsideratamente di accarezzare o foraggiare gli ungulati durante la delicata stagione degli amori, periodo in cui i maschi adulti intensificano la loro territorialità ed esibiscono i palchi con altissimi livelli di reattività.
L’ordinanza urgente del Comune: divieti severi e multe fino a 500 euro
Di fronte a questa preoccupante deriva di maleducazione e ignoranza faunistica, il sindaco di Villetta Barrea ha emanato l’ordinanza contingibile e urgente numero 27/2026 per tutelare l’incolumità pubblica e il benessere degli animali. Il provvedimento introduce divieti tassativi per chiunque frequenti le aree urbane, la passeggiata pedonale lungo il fiume Sangro e i sentieri montani.
È fatto obbligo assoluto di mantenere una distanza minima di 25 metri da qualsiasi esemplare, limite che sale a 50 metri in presenza di femmine con cuccioli. L’ordinanza vieta categoricamente di foraggiare la fauna con cibo o acqua, di inseguire gli animali, di fermarsi per scattare foto o video a distanza ravvicinata e di condurre i cani senza guinzaglio di lunghezza massima pari a 1,5 metri. Per i trasgressori sono previste sanzioni amministrative pecuniarie che partono da un minimo di 25 euro fino a un massimo di 500 euro.
Il rispetto della natura selvatica e il pericolo dell’antropizzazione
Incidenti di questa portata dimostrano quanto l’educazione al rispetto della fauna selvatica fatichi ancora a raggiungere la consapevolezza dei numerosissimi visitatori che scelgono l’Abruzzo come meta turistica. Foraggiare gli animali o abituarli alla presenza umana attraverso il cibo e l’acqua crea pericolose dinamiche di dipendenza dalle risorse antropiche, alterando gli equilibri etologici naturali. Inoltre la fauna locale non è un’attrazione da circo né un soggetto mansueto per i profili social, ma una componente selvatica fondamentale da osservare rigorosamente da lontano. Regole ferree e sanzioni severe rappresentano ormai purtroppo l’unico argine possibile contro un turismo irresponsabile che dimentica una regola fondamentale: siamo noi gli ospiti in casa loro.