L’Etna continua a eruttare fontane di lava e, mentre si aprono nuove bocche, la Sicilia è costretta a fare i conti con una situazione che, ormai, ha ben poco di eccezionale. Dopo lo stop dei voli all’aeroporto di Catania, anche Comiso ha sospeso le attività a causa della cenere vulcanica, mentre i disagi stanno interessando perfino lo scalo di Malta, che ha annunciato cancellazioni e ritardi. Nel bel mezzo dell’estate, però, il problema non è soltanto l’eruzione con le sue conseguenze. È l’assenza di un sistema capace di reagire e offrire soluzioni. Il turismo si blocca, i passeggeri restano a terra e chi viene dirottato su altri aeroporti si trova ad affrontare vere e proprio odissee o sborsare cifre da capogiro.
La Sac, società che gestisce entrambi gli aeroporti siciliani, ha comunicato la sospensione delle attività di volo in arrivo e in partenza nello scalo catanese fino alle 18:00, mentre a Comiso – almeno per il momento – lo stop è previsto fino alle 10:00.
L’odissea dei turisti e fuorisede abbandonati
Chi viene dirottato sugli scali di Palermo o Trapani, dall’altra parte dell’isola, deve affrontare centinaia di chilometri, collegamenti pubblici lenti e trasferimenti privati che possono arrivare a costare persino 700 euro. A pagarne le conseguenze non sono solo i turisti, ma anche i tanti fuorisede che in estate tornano in Sicilia e si trovano bloccati, costretti a sostenere spese impreviste o a perdere coincidenze e giornate di lavoro. Questa situazione – che ormai non si può più neanche definire emergenziale – sta facendo emergere tutta la vergognosa arretratezza del settore dei trasporti di un’isola che potrebbe davvero vivere di turismo.
La beffa è che in questo periodo la ferrovia Catania-Palermo è interessata da lavori e interruzioni, mentre sulla rete autostradale restano cantieri e rallentamenti. Raggiungere Catania da Trapani significa attraversare praticamente tutta l’isola, con tempi biblici o perdere 5 ore in viaggio se tutto va bene.
“Dovevamo partire per la Campania con l’aereo, ma alla fine abbiamo gettato la spugna e abbiamo acquistato un treno da Catania, rimettendoci un bel po’ di soldi” mi raccontano, con l’amaro in bocca, alcuni amici, mentre c’è chi si è avventurato ad accompagnare parenti in auto all’aeroporto di Palermo, perdendo un’intera giornata per attraversare l’isola.
Gli effetti deleteri si fanno sentire anche su chi lavora nel settore turistico e gestisce b&b e si ritrova improvvisamente con una valanga di prenotazioni di grandi gruppi, provenienti anche dall’estero, cancellati. Mentre l’Etna dà spettacolo tenendo tutti col fiato sospeso, nell’isola – rimasta praticamente isolata – regna il caos e lo sconforto. Come se il vulcano fosse una novità, un fungo appena nato e non un vulcano attivo, con cui imparare a convivere e che esiste da millenni.
Fonti: Aeroporto di Catania/Aeroporto di Malta