Un’illusione durata mesi e infranta in una dichiarazione video. Rodolphe Delord, direttore dello ZooParc de Beauval, ha annunciato l’abbandono definitivo del grandioso piano per la realizzazione del Centro di Studio, Ricerca Scientifica e Conservazione dei Delfini. Il progetto, concepito come l’unica reale ancora di salvezza per i cetacei di Marineland, è ufficialmente naufragato martedì 25 agosto. La struttura avrebbe dovuto estendersi su una superficie di 2,5 ettari nella regione del Loir-et-Cher, offrendo una dozzina di vasche e tre enormi lagune.
L’obiettivo principale era quello di ospitare un gruppo di 25 delfini, comprendente otto dei dodici esemplari rimasti dall’ormai chiuso parco Marineland ad Antibes e undici individui provenienti da Planète Sauvage, parco faunistico situato a Port-Saint-Père vicino a Nantes. Nonostante una spesa preliminare di circa 1 milione di euro già versata per perizie, valutazioni amministrative e studi di fattibilità, i cancelli del cantiere non si apriranno mai.
Tra costi alle stelle e lo strappo con il governo francese
A far crollare l’iniziativa è stata una combinazione micidiale di lievitazione dei budget e sbarramenti istituzionali. La stima finanziaria per la costruzione dell’impianto è repentinamente schizzata dai 25-30 milioni di euro iniziali fino alla cifra record di 45 milioni di euro. Una cifra insostenibile che ha trovato il definitivo scoglio nell’atteggiamento dello Stato: il Ministero per la Transizione Ecologica si è infatti rifiutato di concedere la garanzia statale necessaria a coprire parte del finanziamento privato.
Mentre il ministero esprimeva pubblicamente rammarico ribadendo il proprio formale impegno per il benessere animale, Rodolphe Delord ha dovuto prendere atto dell’impossibilità di procedere in sicurezza finanziaria. L’assenza di un supporto governativo concreto ha trasformato un’opera scientifica all’avanguardia in un rischio economico d’impresa non più calcolabile per il parco, che pure ha registrato un fatturato di 113 milioni di euro nel 2023.
La battaglia legale delle ONG e la minaccia del mercato asiatico
Sulla decisione hanno pesato enormemente i durissimi ricorsi giudiziari promossi da una dozzina di organizzazioni per i diritti degli animali, tra cui C’est Assez ! e One Voice. Le associazioni hanno attaccato il progetto contestando la riproduzione in cattività e i continui trasferimenti di cetacei, ritenuti in aperto contrasto con la legge sul benessere animale del 2021. Al contrario, la sigla ambientalista Sea Shepherd aveva adottato una posizione pragmatica, sostenendo l’operazione di Beauval per evitare scenari peggiori.
Attualmente, otto delfini di Marineland sono stati temporaneamente spostati nel luglio scorso a Benalmádena, vicino a Malaga, a causa del grave degrado delle vasche di Antibes. Con la cancellazione del polo di contenimento in Francia, Rodolphe Delord ha lanciato un allarme drammatico: senza una struttura nazionale idonea o un santuario marino reale, gli animali rischiano di finire venduti a parchi divertimento o catene alberghiere in Asia, lontani da qualsiasi tutela legislativa europea.